Festa dei Druidi, Baiardo

Ebbene, sono tornata all’assalto. Come già accennato al primo post, l'”aver dormito solo quattro ore” è stata una scelta obbligata, un po’ dalla brutta, bruttissima abitudine che sto prendendo ultimamente (mi spiego: vado a dormire alle sei di mattina e mi sveglio alle quattro di pomeriggio) e un po’ al fatto che il giorno dopo sarei dovuta andare alla festa dei druidi di cui il titolo. Quindi sveglia alle nove, e ancora non so dove ho preso la forza per alzarmi, vestirmi, uscire di casa e reggere fino alle quattro di notte del giorno dopo, e non riuscire a dormire per l’agitazione della giornata. Ma andiamo con ordine.

Per chi non lo sapesse (mezzo mondo?), Baiardo è un paesino della Liguria occidentale sperduto nei monti (ma nemmeno troppo). Non chiedetemi di più perché faccio schifo in geografia, vivo a Sanremo da tre anni e a malapena so dove sono Ventimiglia e Imperia, fate voi. Comunque, per chi fosse interessato, magari più tardi aggiungo un collegamento a Google Maps ;)

Il fatidico giorno – 22 luglio – avevo appuntamento alla stazione dei pullman con il mio ragazzo e due nostri amici tre quarti d’ora prima che partisse la corriera che ci avrebbe portato fino a Baiardo, e nel frattempo ne abbiamo approfittato per far colazione e parlare dei vari libri/film fantasy (loro in verità hanno parlato anche di videogiochi, io essendo una schiappa mi sono tenuta fuori dalla discussione). Dopo un’ora circa di tragitto siamo arrivati a destinazione, ma nessuna delle bancarelle annunciate erano in vista. Presi dai dubbi, iniziamo a salire verso la cima del paese, dove abbiamo trovato dei tavoli e delle panche, completamente vuoti come se dovessero essere smontati da un momento all’altro. Visto che la festa era anche il giorno prima, abbiamo pensato che forse quella giornata l’avrebbero dedicata a smontare le cose; ci siamo dunque messi a mangiare quello che avevamo portato – ben poco, a dir la verità, ma meglio di niente. Il paesaggio almeno era bello, e io e un mio amico abbiamo sfoderato le macchine fotografiche per immortalarlo.

Appena finito di mangiare, spinti dalla curiosità – d’altronde eravamo lì, un giro almeno potevamo farlo! – abbiamo svoltato l’angolo e… eccolo, l’accampamento dei celti davanti a noi. Dopo i commenti tipo “Certo che siamo proprio tonti!”, i tre baldi giovanotti si sono fiondati alla bancarella dell’idromele a prendersi una bottiglia da bere tutti quanti, mentre io gironzolavo per il piazzale – se così possiamo chiamarlo.

Quindi loro si sono trovati un paio di sedie per accomodarsi e bere in tutta tranquillità, mentre io li immortalavo. Poi, dopo nemmeno cinque minuti, è arrivato uno ben piantato con un’ascia sulle spalle a chiederci se volevamo informazioni, e noi abbiamo prontamente assentito. Ci ha quindi portato in giro per l’accampamento, dopo averci detto che gran parte dei rituali li avevano fatti la sera precedente, mostrandoci le spade che avevano forgiato, mentre un altro stava levigando il legno per un arco; poi siamo passati alla tenda del druido dove ci hanno spiegato le tattiche militari dei celti e dei romani, delle loro differenze, passando poi a discorso religioso e alle somiglianze tra le divinità celtiche e quelle norrene. Per finire, siamo stati condotti da uno di loro che stava coniando le monete e che aveva realizzato numerosi gioielli ispirandosi ai ritrovamenti delle zone, che ci ha regalato una moneta a testa (ora, poiché io sono totalmente in fissa con Game Of Thrones/Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, non ho potuto evitare di pensare Valar Morghulis…).

L’accampamento

I tre allegri bevitori di idromele

La nostra “guida”

Preparando l’arco

Rendendo il legno elastico

Alcune donne preparavano dei gioielli

Monete appena coniate…

… e alcuni gioielli

Mentre eravamo al banchetto dei gioielli, la nostra guida è tornata da noi dicendo che il principe voleva parlarci, e ci ha condotto da lui personalmente. Aveva notato la nostra attenzione mentre ci venivano spiegate le cose e ci ha offerto di entrare a far parte della loro compagnia, spiegandoci meglio come funzionava. In seguito siamo andati a rilassarci al nostro solito tavolo, tornando indietro quando abbiamo sentito che iniziavano i colpi di tamburo. Infatti di lì a poco sono iniziati i duelli, che sono stati la ciliegina sulla torta di quella giornata. Quando furono conclusi era ormai tempo di avviarci a prendere la corriera per tornare a casa, e così abbiamo fatto (facendo una piccola deviazione a un bar perché stavamo morendo di fame, dato che erano ormai le cinque!). È stata una giornata veramente bella, nonostante l’essere tornata a casa praticamente strisciando per la stanchezza!

In preparazione ai duelli

Il druido

Duello #1

Duello #2

Duello #3

Prima del quarto duello

Duello #4

Alla fine dei duelli

Ed ecco qui. Giovedì parto perché vado al matrimonio della madre del mio migliore amico, a cui dovrò fare delle foto. Sì, sono nel panico più completo per questo, e non so come riuscirò a cavarmela. Speriamo bene!

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2 pensieri su “Festa dei Druidi, Baiardo

  1. complimenti per l’articolo, bellissime foto, cerca amici dei taurini su fb, noi siamo anche li. un saluto dalla ”guida” ;) un saluto, Bormios

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