Propositi dell’anno nuov— Ah, siamo ancora nel 2012? Peccato.

Altresì, come non far morire questo povero blog. Come forse qualcuno si sarà accorto, sono la personificazione della sintesi. Non riesco a scrivere tanto, anche quando ho tante cose da dire. Stringo al massimo e riesco a comprimere tutto nel minor spazio possibile. Il che non è sempre una buona cosa, specie nei compiti in classe d’italiano: tipo mi ricordo una volta in cui soddisfattissima, dopo aver consegnato, rispondo a una mia amica che mi aveva chiesto come fosse andata “Be’, spero bene… Ho scritto tanto questa volta! Tutto un foglio protocollo!” (cosa mai capitata prima). Lei mi guarda e replica: “Tanto, Fra? Io ne ho finiti due!”. Per dire.

Alla fine, in soldoni, ho bisogno di qualcosa da fare. Tipo scrivere ca**ate random stile flusso di coscienza – che, da scrivere, è fighissimo; da leggere è un casino assurdo. Tipo trovare qualche alternativa a ripassare Virgilio per la terza volta perché domani interroga e metà della classe – quella più a rischio, ovviamente – si giustifica in massa, suscitando nell’altra metà di classe una gran voglia di prenderli a sprangate nei denti (anni fa provai a tirare un libro in testa a un mio compagno di classe perché non voleva offrirsi volontario anche se sapeva tutto alla perfezione. Non è andata come speravo). Oppure trovare/cercare nuove cose da fotografare. Per esempio. Sono settimane che dico che devo iniziare a darmi alla food photography perché mi ispira un botto, ma puntualmente quando la mia dolce mammina mi cucina qualche prelibatezza con un aspetto pari al gusto o sono appena tornata stanca morta da scuola e l’ultima cosa a cui penso è mettermi a fotografare il cibo anziché mangiarlo o è sera e c’è una luce di mer*a. Quindi niente, devo darmi una mossa. E già che si parla di cucina, sento il profumino del sugo che arriva alle mie narici… Ciiiiiiiiiiiboooooooooooooooooo… Ok ci sono. Padrona di me stessa. Più o meno. O ancora, adesso c’è in ballo un mezzo progetto di 52 weeks con i FI e devo dire che mi ci vuole. Ho tentato un 365 days l’anno scorso, abbandonato dopo un mese e mezzo circa perché a) non avevo più idee e mi riducevo a fotografare a caso, e non era per niente utile così e b) non avevo più tempo. Poi c’è stata la volta del 52 weeks, anche quello abbandonato per gli stessi due motivi. Speriamo bene con questo. Intanto la mia pigrizia aumenta a livelli inimmaginabili – non mi sono ancora ridotta a pagare qualcuno che scriva per me semplicemente perché non saprei dove andare a pescare una tale persona, altrimenti l’avrei già fatto. E soprattutto, non arriverò mai a pagare qualcuno che ascolti musica al posto mio, almeno quello. E da qui la considerazione successiva: mi manca un concerto. Certo, ho già tutto programmato (quasi) per il 23 marzo a Eindhoven, ma… Io fino a marzo cosa faccio? Studio. Sì, ok. A parte quello?

Ho iniziato a rileggermi le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. A partire da Tempesta di Spade, da cui dovrebbero trarre la terza serie di Game Of Thrones, in onda dal 31 marzo 2013. Ancora una volta, marzo. E ribadisco, fino a marzo? Ora poi sono costretta a interrompere la lettura per dedicarmi alla vita di Galileo di Brecht – che mi sta simpatico solo perché è tedesco – e da qui scaturisce l’altra considerazione: perché tutti i libri che devo leggere sono quelli che mi interessano di meno? Legge di Murphy. Risposta più che plausibile, ma è comunque ingiusto. Profondamente, terribilmente ingiusto. Ci sono così tanti libri che vorrei leggere e che non posso leggere perché non ho tempo. Oggi ho dormito cinque ore e mezza e infatti sto crollando. Se domani chiede Lucrezio farò su una delle traduzioni più improvvisate della storia. E spero di ricordarmi la metrica giusta della prima ecloga delle Bucoliche. Oh sì, fare il classico e studiare ‘sta roba fa figo, ci si può atteggiare usando termini sconosciuti ai più come “ecloga”, che di per sé significa solo “poemetto scelto”. Ma suona così bene! *-*

Orbene, andrò a reclamare i miei viveri. Au revoir! (che è tipo l’unica cosa che so di francese, e non sono nemmeno sicura di averla scritta giusta, ma cercare su google è troppa fatica – vedete quando dico che la mia pigrizia sta aumentando a livelli inimmaginabili?)

Ps. Per la serie “cose di cui non frega niente a nessuno”, a fine dicembre sarò di nuovo nella mia dolce Milano. Con i miei migliori amici. A fare la spola dal consolato norvegese a quello danese a quello svedese, per ottenere un po’ di informazioni sparse su un eventuale prossimo trasferimento. Sì, abbiamo tutti deciso di espatriare. Io continuo a coltivare il sogno dell’Inghilterra, ma ora come ora sono più per il “dove c’è l’offerta migliore”. All’Inghilterra penserò in seguito. E prima devo finire il liceo. Argh. Quanto odio fare progetti a lungo termine ç_ç

Pps. Che poi. Io scrivendo il titolo avevo in mente di fare un post totalmente diverso da questo! E vabbè, dei propositi si trovano a leggere tra le righe. O forse li vedo solo io. °-°

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