Buone feste, vacanze, viaggi e cose così

Se ve lo state domandando, il tiramisù è stato un successone. Alla fine ho fatto anche dei tartufi al cioccolato la cui preparazione è di una facilità estrema, e la crema avanzata la sto usando sul pandoro e vi assicuro che è una delizia.

Dunque. Vacanze di Natale, si sta a casa da scuola e ci si riposa. In teoria. In pratica, come al solito, siamo sommersi di compiti da fare, libri da leggere, cose da studiare… Ordinaria amministrazione, insomma. E come al solito mi ritrovo con zero tempo per farle perché, come ogni anno, sono a far la spola tra Milano e Sanremo, con una quantità di impegni assurda. Non ultimo, andare a rivedere Lo Hobbit con i miei migliori amici. E qui apriamo una bella parentesi: lo sono andata a vedere con mia madre domenica scorsa e niente. Dire che mi è piaciuto tantissimo è riduttivo. A parte che mi ha riportato indietro di dieci anni, è stato come tornare a casa dopo una lunga, lunghissima assenza. Sentirsi trasportare di nuovo in un mondo a sé stante, ma fatto così bene che sembra quasi vero. Poi la scena degli indovinelli tra Bilbo e Gollum è stata bellissima quanto è stata dolcissima quella tra Galadriel e Gandalf. E ora ho capito che devo assolutissimamente ritagliarmi uno spazio in queste vacanze e leggermi finalmente il libro. Ci ho provato due volte, una a 6-7 anni e un’altra a 12, più o meno, e la prima volta l’ho piantato perché avevo appena visto il film del Signore degli Anelli e volevo leggere il libro pensando che fosse più… non dico facile, ma accessibile per una bambina di sei anni. L’altra volta avevo preso in prestito il libro dalla scuola e dovevo riportarlo dopo un tot di tempo, mi pare, e così non ce l’ho fatta a finirlo. Sono arrivata a buon punto però (nemmeno metà del primo film. Forse non ero così a buon punto…). E da tutto questo mi sono resa conto del fatto che non mi piace per niente la società in cui sono costretta a vivere per mancanza di alternative. Anche perché, diciamocelo, finché si tratta di voler vivere in un Paese diverso, è fattibile. Cambiare addirittura mondo, a favore di un universo fantastico e inventato può risultare già più problematico. Ma io qui non mi ci ritrovo, non ci so stare, non sono i miei valori, le mie idee, le mie aspettative. È un mondo che mi sta stretto. Baratterei qualsiasi cosa per la Terra di Mezzo, davvero. Anche se dovessi finire uccisa da un orco dopo un giorno, mi andrebbe bene. La cosa più frustrante è sapere che non importa quanto possa fare, sogno qualcosa che non è nemmeno più un’utopia, è impossibile. Questa è la maledizione e la benedizione di chi legge/guarda tanti fantasy (oh, non disperate, leggerò Lo Hobbit, finirò finalmente Il Signore degli Anelli e magari chissà, leggerò anche il Silmarillion): alla fine non ti ci ritrovi più nel mondo reale. La lettura di un libro o la visione di un film ti trasportano in un mondo da cui separarsi è sempre più difficile, e alla fine diventa una droga. Iniziano a non bastarti più i film e i libri, vuoi sapere di più, vivere le storie di tutti i personaggi perché le vicende dei protagonisti ormai le sai a memoria, sono ormai i tuoi migliori amici. Li vedi, li senti con te in ogni attimo della tua giornata. Ci parli persino, e li conosci talmente bene che ormai immagini le loro risposte. Vi prego, ditemi che non sono l’unica che è messa così male con il cervello da avere non uno, ma un miliardo di amici immaginari presi da libri, film, storie, racconti, etc!

Intanto, scrivere tutto questo mentre in sottofondo scorre la colonna sonora in edizione limitata di Lo Hobbit non aiuta per niente. Comunque, a quanto ho capito il primo capitolo della nuova trilogia di Jackson è stato bocciatissimo dalla critica, ma si sa, normalmente pubblico e critica hanno sempre pareri molto discordanti sui film, ciò che piace a uno fa schifo all’altro e viceversa. In questo caso ho sentito che anche le persone che sono andate a vederlo sono divise a metà: una parte che è stata completamente conquistata dall’adattamento cinematografico, l’altra invece è rimasta delusa e si aspettava qualcosa di più.

Dopo queste lunghe considerazioni, chiudo qui perché ho sonno e devo farmi una doccia. Vi lascio con i migliori auguri di buon Natale, buon anno nuovo (alla faccia dei Maya, tiè!) e tutto quanto. E con questa:

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