Another year’s over

E anche il 2012 sta finendo. Siamo ancora vivi – più o meno, in ogni caso – e andiamo avanti come abbiamo sempre fatto. Ora, dal momento che passo la maggior parte del mio tempo ascoltando musica, mi sembra giusto fare un bilancio di fine anno. Non di quello che ho ascoltato maggiormente in quest’anno, per quello basta dare un’occhiata al mio profilo su last.fm et voilà. Questo piccolo bilancio coinvolgerà le novità uscite nel 2012 che ho ascoltato, e quindi iniziamo! Ho scelto di usare l’ordine alfabetico per gruppi, tanto le mie preferenze saranno evidenti dai commenti.

1. Delain – We Are The Others

Terzo album della symphonic metal band olandese. Questo è quello che io definisco un album “da viaggio”: non è che mi abbia colpito molto, ma è perfetto da ascoltare in viaggio, in treno, in pullman o anche a piedi. Scorre bene ed è equilibrato. Non c’è molto altro da dire.

2. Devin Townsend Project – Epicloud

Questa è stata una scoperta recentissima, solo una settimana fa. Dopo che il mio migliore amico mi ha linkato un pezzo tratto da quest’album ho deciso di procurarmelo e m’è piaciuto parecchio. Ovviamente devo ancora assimilarlo del tutto, ma parte sicuramente bene.

3. Epica – Requiem For The Indifferent

Ora. Gente, ci siamo. È il momento che ho sempre sognato. Parlare di un album del mio gruppo preferito. Sono ormai due anni e mezzo che questi sei olandesi hanno conquistato il mio cuore, la mia anima e le mie orecchie, e sono andati migliorando sempre di più. Prima che uscisse ero un po’ in paranoia, non sapevo cosa aspettarmi e se da una parte temevo di rimanere delusa dall’altra confidavo il loro. Non mi hanno delusa, affatto, ma a mio parere il precedente Design Your Universe rimane un capolavoro insuperato. È comunque un gran bell’album, potente e anche a livello di temi affrontati non scherza. Mai noiosi, ripetitivi o vuoti, hanno sempre qualcosa da comunicare e lo fanno nel migliore dei modi.

4. Halestorm – The Strange Case Of…

Non è tanto che li ascolto, ma ci stanno eccome. Sono proprio quello che ci vuole per scostarsi un po’ dalla serietà di quello che ascolto normalmente (Edguy a parte). Bell’album, le prime quattro tracce sono le più azzeccate a mio parere, anche se ho un debole per Break In.

5. Kamelot – Silverthorn

Premesso che i primi tre album non mi piacciono per niente e anche degli altri ascolto poco, direi che si sono aggiudicati il titolo di rivelazione dell’anno. Il cambio di cantante è stata una scelta vincente, come pure Elize Ryd (Amaranthe) e Alissa White-Gluz (The Agonist) come coriste. Insomma, un gran bell’album anche questo.

6. Katatonia – Dead End Kings

Gruppo che non ho mai ascoltato molto, un po’ perché fino a Night Is The New Day, diciamocelo molto chiaramente, grattuggiano un po’ le palle dalla noia. Non che il loro penultimo album mi faccia impazzire, tutt’altro. Per me è appena passabile. E dunque non so come mai ho ascoltato anche l’ultimo, che, per inciso, invece m’è piaciuto. Anche questo è un album “da viaggio”, almeno per me. Scorre benissimo, quasi non si nota nemmeno il cambio tra un pezzo e l’altro. Sì, certo, non sono allegri e nemmeno pretendono d’esserlo, e quindi non esattamente il mio genere, ma già a Leech qualcosa era scattato. Poi quest’album ha fatto un salto enorme per merito di una bonus track: The Act Of Darkening. È perfetta. Una chiusura perfetta, ci sta talmente tanto che mi chiedo perché è una semplice bonus track che metà della gente non conoscerà mai. È dolce e malinconica, nostalgica… Meravigliosa.

7. Sonata Arctica – Stones Grow Her Name

Ahahahah eccoci. Il flop dell’anno. Già dalla sua uscita il singolo I Have A Right non mi aveva entusiasmato molto, e l’album non mi ha fatto ricredere. Ascolto sì e no tre pezzi, di cui uno (devo proprio dirlo?) è una bonus track, Tonight I Dance Alone, che è l’unico dei tre che mi piace davvero. Insomma, mi aspettavo di meglio, visto che sono capaci di fare di meglio.

8. Xandria – Neverworld’s End

Hanno cambiato un macello di cantanti tanto che io non riesco più a star loro dietro. Ma questo è il meno! Infatti se in Salomé – The Seventh Veil avevano un loro stile, qui l’hanno completamente perso e sono diventati un clone della Old Era dei Nightwish. Per carità, Manuela Kraller è bravissima, anche live (dove li ho visti, assieme agli Stream Of Passion, prima degli Epica), ma sono proprio uguali ai colleghi finlandesi a livello di composizione. Bell’album, niente da dire, ma diventare cloni di altra gente non è mai la scelta vincente.

Last but not least! Non potevo non citare loro.

(fuori classifica) Children Of Bodom – Holiday At Lake Bodom – 15 Years Of Wasted Youth

Ebbene sì. Un semplice Best Of impreziosito da due cover (I’m Shipping Out To Boston e Jessie’s Girl), in attesa del nuovo album, le cui registrazioni sono iniziate pochi giorni fa.

Altre uscite imminenti: Amaranthe, in primis. L’album è già pronto, ma nessuno ha ancora capito quando uscirà. E poi Epica, perché a quanto pare hanno già un bel po’ di pezzi pronti per il prossimo album e dovrebbero iniziare le registrazioni nell’estate 2013.

Per quest’anno è tutto! Alla prossima ;)

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