52 Weeks Project, part I

Io, con la mia ossessione per la matematica e l’ordine preciso e rigoroso che nemmeno Spinoza, veramente volevo fare le cose fatte bene e mettere le foto di questo progetto a serie di tredici per quattro appuntamenti (se vi sfugge il nesso, 13*4=52), ma era un po’ che non scrivevo niente e avevo voglia di sparare un po’ di cazzate e alleggerirmi l’animo, così arrivata alla decima settimana ho pensato che forse avrebbe potuto andare anche fare serie di dieci, per cinque appuntamenti + gran finale. Il mio senso delle cose equilibrate e in ordine perfetto sta iniziando a procurarmi una vaga sensazione di fastidio che cercherò di ignorare il più possibile.

Avevo iniziato un 52 weeks anche qualche tempo fa, molto più “tecnico”, se vogliamo, i cui temi erano quasi esercizi, che ho lasciato perdere per mancanza di tempo. Undici e più settimane fa è spuntato fuori questo e visto che è un periodo fotograficamente morto ho ritenuto opportuno unirmi al progetto e cercare di mandarlo avanti, con un obiettivo cui sto provando a tener fede: fare più self possibili. Visto che non ho modelli/e (veramente ne avrei trovata una, solo che ancora non lo sa…), io sono l’unica materia prima di cui dispongo, e quindi mi devo accontentare. Per questa prima serie ho fallito solo una volta, con una foto che temevo avrei saltato ma che ho comunque buttato parecchio a caso, ma è stata una settimana particolare. Iniziamo!

 
1/52 - Enjoy the Silence [+3]

1. Enjoy The Silence
Come partenza me la sono studiata bene (che poi il risultato sia discutibile questo è un altro discorso): foglio di carta quadrettato per gli appunti, ho deciso il formato, come mi sarei messa, cosa mi sarei messa, dove avrei scattato, che luce usare, etc. Solo che camera mia è buia che più buia non si può, anche a mezzogiorno la luce fa comunque pietà, quindi ho dovuto per forza usare anche la lampada – che di luce non ne fa molta di più, ma sempre meglio di niente. Ovviamente era inevitabile scattare a 800 iso (leggasi: la morte). In linea di massima sono soddisfatta della riuscita, era la prima foto e non mi aspettavo nessun capolavoro. Ah, la faccia sveglissima è dovuta al fatto che mi sono svegliata domenica mattina e ho subito scattato. Gran bella pensata.

 
2/52 - Tempo

2. Tempo
Altresì, il panico. Avevo anche un’altra idea, ma l’idea di passare la giornata a unire foto e cancellare le ante dell’armadio (sì, so che lo sfondo sembra una parete liscia, in verità è un armadio le cui ante sono state opportunamente nascoste) non mi andava per niente, così ho preso un pochino dal pensiero greco (tempo ciclico, NdR) ed è saltato fuori questo. Stavolta il blocco degli appunti è servito per un’idea buttata giù all’una di notte o giù di lì, vicino a un grafico velocità-tempo di fisica. Il bianco e nero messo così normalmente mi fa schifo, troppo pochi bianchi per i miei gusti e troppi grigi, ma aumentando i bianchi il rumore si centuplicava e ho dovuto farmelo andare bene.

 
3/52 - Riflessi (+4)

3. Riflessi
Oh. Passiamo alle cose interessanti. Questo è stato il tema che m’è piaciuto di più fin’ora. Volevo fare qualcosa del genere da troppo tempo, è stata semplicemente l’occasione perfetta. È volutamente a fuoco la mano e sfuocato il viso – in questo caso anche mosso, che non era voluto espressamente ma direi che tutto sommato ci può stare – e no, non state perdendo diottrie, non è un vero e proprio bianco e nero, c’è ancora un filo di colore, leggero leggerissimo (mentre quelle nei commenti sono in bianco e nero). La prima che ho scattato mi piaceva troppissimo, peccato che mi fossi dimenticata di togliere la bandiera degli Epica, e ovviamente morire che sono riuscita a rifarla se non proprio uguale almeno simile. Mi sono limitata a metterla nei commenti.

 
4/52 - Train

4. Train
E già qui iniziamo ad andare male. Temevo seriamente di non riuscire a scattare qualcosa di decente o di anche solo vagamente guardabile. Poi mi sono giunti in aiuto i Dream Theater, con un album che mi piace abbastanza – considerando che non sono propriamente il mio genere, conosco una manciata di canzoni e molte mi stufano quando iniziano a essere esempi di bravura del caro Petrucci che distrugge la mia autostima in due secondi e nemmeno. L’album in questione è Train of Thoughts, in cui tra l’altro è contenuta la strumentale Stream of Consciousness che è veramente bellissima. E così ho pensato a “perdere il filo dei pensieri”, in cui “filo” nel modo di dire inglese viene tradotto con “train”. Mi hanno già fatto notare – a ragione – che la piumina lì sotto fa schifo (in un modo molto più carino) e che sarebbe stato meglio con un’inquadratura più dall’alto: per quest’ultimo appunto posso dire che mi finiva lo spazio, ho una casa soppalcata e i soffitti da 2m, fisicamente non avevo spazio per un’inquadratura come avrei voluto; per la piumina ho appuntato mentalmente.

 
5/52 - Alberi

5. Alberi
Ahahahahahah qui c’è da ridere per non piangere. È la famosa foto tirata a caso tanto per dire “l’ho fatta”. Non c’è molto da dire, come self ad avere avuto una settimana diversa avrei potuto tirar fuori qualcosa di diverso – e sicuramente migliore visto che anche se dessi la reflex al mio gatto tirerebbe fuori qualcosa di meglio -, ma avevo la casa piena, ospitando i nostri vecchi vicini di casa. Così quando la domenica siamo andati tutti a Mentone anche se sarei dovuta stare a casa a studiare Virgilio ne ho approfittato e ho fatto ‘sta foto. Me ne vergogno profondamente, ma avevo letto da qualche parte che “se non ci sono alti e bassi significa che sei morto”, quindi ci può anche stare.

 
6/52 - Sconfitta

6. Sconfitta
Lenta ripresa e Photoshop usato malissimo. Veramente la versione definitiva sarebbe un’altra, con i colori più sul viola/blu, ma a sostituirla perderei l’unico commento che c’è e non mi va, quindi resta questa. Anche qui avevo parecchie idee, ma pochissime erano fattibili. Qui mi ricordo di aver fatto di nuovo uno schemino sul caro blocco degli appunti, per poi mandarlo alle ortiche e fare qualcosa di totalmente diverso. Non lo so, non mi convince ma sicuramente meglio di quella degli alberi.

 
7/52 - Awake (+1)

7. Awake
Iniziamo con la prima foto della serie “il tema è x, io scatto il contrario di x”. Tutti gli altri coinvolti in questo progetto hanno realizzato questo tema in positivo, diciamo, rappresentando un risveglio piacevole, non per forza rosa-cuori-fiori ma comunque niente di angosciante. Io ero – e sono tutt’ora – nel periodo del negativismo più nero. Stare svegli non sempre è un bene, può anche essere tremendo, specie quando non riesci a dormire ed è tardissimo e il giorno dopo la sveglia suona a orari improbabili e inizi a valutare se non sia il caso di fare direttamente after. Scattarla è stato parecchio divertente perché c’era il mio gatto che mi guardava straniato e quando stava per finire il countdown dell’autoscatto si lanciava verso di me – tanto che temevo che sarebbe apparso lui davanti a tutto con i suoi occhi ultra-riflettenti e inquietantissimi.

 
8/52 - Freedom (+1)

8. Freedom
Questa è l’altra foto della serie dei contrari. Il concetto l’ho preso da Cloud Atlas – ho amato quel film – e soprattutto la parte in cui si definisce la libertà più o meno (l’ho visto in inglese, azzardo una traduzione) come “il futile gingillo della nostra civiltà, ma solo coloro che ne sono privati hanno un barlume di cosa sia veramente”. Una settimana era troppo poco tempo per procurarmi/costruirmi qualcosa di simile a una cella, dunque ho dovuto arrangiarmi con l’unica parte della casa che vagamente ne ricorda una.

 
9/52 - Today I will... (+1)

9. Today I will…
Ah-ehm. La gioia di scattare a 100 iso è indescrivibile, finalmente non mi sono preoccupata delle palate di rumore che ci sarebbero state altrimenti e come toglierle senza far sembrare la foto un acquerello. Il completamento di “Today I will…” è semplicemente “…dream”. In un periodo piuttosto buio e negativo in cui si ha quasi la paura di sognare, almeno un giorno poteva essere una buona idea dimenticare tutto e sognare, a occhi aperti, chiusi, non importa. L’importante è sognare. Strano, ogni tanto riesco (quasi) a essere ottimista.

 
10/52 - What goes around (+3)

10. What goes around
Non avevo idee. Nemmeno mezza. Proprio il nulla più totale. L’unico collegamento che ho fatto è stato con Chasing the Dragon degli Epica, ma ancora zero idee per rappresentare il tutto. È decentrata, come mi ha fatto notare Fraffo. A parte questo non so cos’altro scrivere, è stato tutto molto casuale. Potrei tirarmela e ricorrere a Spinoza, ma sarebbe del tutto fuori luogo (lo so che la sto menando con Spinoza, ma ho fatto giusto oggi una verifica di filosofia su di lui…) e quindi eviterò.

E con questo è tutto per questa puntata! Prossimamente – appena finisco di sistemarle – arriveranno anche le foto che ho fatto a Fraffo quando era da me per la maratona del Signore degli Anelli (versione estesa) in inglese – che poi è fallita miseramente dopo un’ora del Ritorno del Re. Ma questa è un’altra storia e si merita un capitolo a parte.

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3 pensieri su “52 Weeks Project, part I

  1. Aaahh ma quanto ti capisco! Quella mania di ordine preciso ed equilibrio, e quel senso di fastidio che ti pervade quando qualcosa si discosta dal suo ordine. Anyway, inutile che lo dica: foto davvero bellissime! Hai un talento, di quelli con cui ci si nasce, non di quelli che si sviluppano (citando il direttore James di Alcatraz, o almeno ho tentato; non ricordo cosa disse esattamente). La n.6 mi piace particolarmente, indossi un vestito favoloso. Lo dovrei regalare alla mia ragazza.

      • Infatti, l’ho notato appena l’ho visto! Ho sempre amato quel vestito che indossa Arwen. Se fossi femmina già sarebbe mio. Quindi adesso farò di tutto per trovarlo e lo regalerò alla mia lei!

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