An afternoon with Fraffo

Settimana scorsa il mio migliore amico Fraffo ha fatto un salto in Liguria dopo solo un mese e mezzo di assenza (così ho potuto rivederlo senza aspettare mesi ♥) e ne abbiamo approfittato per tirare in piedi una maratona del Signore degli Anelli in inglese (edizioni estese, ovviamente). Eravamo superequipaggiati, con tanto proiettore prestatomi da Madre e casse da nonmiricordoeforsenonl’homaisaputoquanti watt, anche se eravamo solo in tre: io, Fraffo ovviamente, e Matteo. Il giorno prima della maratona Fraffo è approdato in terra ligure ed è stato prontamente raccattato in stazione da Matteo, e in seguito i due baldi giuovini hanno raccattato la sottoscritta all’uscita da scuola (uscire da scuola e trovare un Fraffo ad aspettarvi è qualcosa di tremendamente epico, non potete immaginare quanto. ♥ – oggi la cuoriciosità abbonda). Dopo pranzo ci siamo dedicati alla spesa, finendo per spendere un euro meno del previsto – euro che abbiamo donato al Lidl il giorno dopo per prendere l’olio per friggere – e prendendo un casino di roba, che per Fraffo era troppa, per me andava bene e per Matteo era poca. Alla fine aveva ragione Fraffo, ma questa è un’altra storia. La mattina dopo sveglia alle nove (dopo aver tirato le due a parlare con Fraffo – la quantità spaventosa di volte in cui sto ripetendo “Fraffo” è allucinante) abbiamo raggiunto il terzo maratoneta che doveva andare dal dottore – e intanto sospettiamo sia anche finito a Narnia – e poi siamo appunto tornati al Lidl per l’olio. Poi, in ritardo tremendo sulla tabella di marcia, ci siamo messi a preparare tutto, partendo dai salatini. Non l’avessimo mai fatto! Ci siamo ingozzati di quelli e non ci siamo più cagati il resto – per questo la roba era troppa – ma comunque il menu prevedeva: salatini pasta sfoglia & würstel, pizza, due chili di patatine fritte, quasi un chilo di nuggets (fritti), salsa al curry, un salamino del Lidl, qualche oliva, kanelbullar (sorvoliamo sulle disavventure per fare la pasta, mi hanno già sfottuto abbastanza) e i miei classici tartufi al cioccolato. Abbiamo iniziato a vedere il primo film alle sei, più o meno. Io sono stata la prima ad abbioccarmi, mio malgrado, dopo circa un’ora del Ritorno del Re, quando hanno pensato bene di prendere la copertina. A parte il fatto che sembravamo tre nonni al circolo della bocciofila, mi sono addormentata per bene. Abbiamo deciso di spegnere appena dopo i fuochi di Amon Dîn, e giusto il tempo di infilarci ognuno in un sacco a pelo io sono crollata, non sentendo nemmeno la sveglia che aveva puntato Matteo – e che alla fine credo abbia sentito solo lui, visto che Fraffo non sentirebbe nemmeno una bomba atomica – ma in compenso ho sentito praticamente tutti i messaggi sul Whatsapp di classe che gli sono arrivati, ed ero ancora troppo rincoglionita per decidere di alzarmi davvero e ho bellamente ignorato tutto tornando nel mondo dei sogni. Alla fine ci siamo alzati che erano le dieci e mezza, facendo colazione con tè, nuggets, salame e pizza (e dolci alla cannella, che erano la cosa più normale di tutte).
Dopo aver incartato metà della pizza e buona parte dei kanelbullar per il viaggio di ritorno di Fraffo ci siamo avviati verso casa, dove ci siamo riposati un po’ (qualcosa come cinque minuti d’orologio), poi abbiamo preso le macchine fotografiche e siamo andati fuori a far foto. Nello specifico l’ho portato a Villa Ormond e ai giardini di Villa Nobel, in cui ho fatto da modella per lui e lui ha fatto da modello per me. Giusto quando il sole è iniziato a calare mentre Matteo ci raggiungeva dovevamo muoverci per fargli prendere il treno – che ha preso davvero per pochissimo – quindi abbiamo sfruttato tutta la luce possibile. Poi siamo rimasti in giro e io ho finito per fotografare il tramonto, già che avevo dietro la mia fedele Nikon.
Bando alle ciance, lascio le foto. Tre sono su 500px di cui due anche su flickr, mentre la serie completa si può trovare su facebook.

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