Ultime letture, compleanni e cose del genere

Alla fine lo spettacolo sulla cittadinanza è andato bene. Io facevo la suggeritrice ai miei compagni di classe, che sono stati impeccabili, e non sono sfrecciata sul palco come un’invasata urlando “DEUTSCHLAND” a squarciagola. Nel frattempo mi sono fissata pesantemente con i Destrage – che sono pure riuscita a sognare pur non avendoli mai visti in faccia – e ormai ho accantonato gli Amaranthe per ascoltare solo loro, praticamente. Raggiungeranno la vetta dei miei ascolti di last.fm se continuo così, anche se a dirla tutta non sarà facile scalzare gli Epica dal loro trono.
Ma bando alle ciance. Un’altra recente scoperta, questa in ambito letterario, riguarda la saga di Shadowhunters (che poi in inglese il titolo originale è The Mortal Instruments, le meraviglie delle traduzioni). Tra l’altro ci sono arrivata facendo dei giri bestiali. Mi spiego meglio: non so se s’è capito, ma sono diventata mio malgrado una fangirl di Aidan Turner dopo averlo visto – ebbene sì, lo ammetto – in Lo Hobbit (interpreta Kili, NdR). Così mi sono andata a cercare la lista di film e serie TV in cui compare. E ho iniziato a guardare Being Human che, al di là del fatto che mi piace per partito preso, mi ha preso piuttosto bene, infatti ora sto guardando anche le serie dove lui non c’è. È comunque da quella lista che ho scoperto che avrebbe interpretato Luke Garroway nell’adattamento cinematografico di, appunto, The Mortal Instruments – City of Bones. Ora, io sono dell’idea che il libro sarà sempre meglio del film, e così, dopo aver visto il trailer del film e poiché quest’ultimo aveva suscitato il mio interesse, ho deciso di leggere il libro. Ho optato per la versione in e-book, per inaugurare l’e-book reader. E come al solito, inizio dicendo “lo leggo in e-book perché magari è una cagata colossale” e ovviamente mi piace da morire. Piccolo dettaglio, mi sono spoilerata praticamente tutto il libro leggendo la trama del film su Wikipedia, quindi se volete leggerlo perché potrebbe intrigarvi, non cercate la trama del film. Ma visto che sono buona, cercherò di evitare spoiler deleteri. Dunque, non farò un riassunto di cosa succede perché mi annoierei io stessa, figuriamoci chicchessia, mi limiterò a parlare dei personaggi e cosa penso di loro. A parte Luke, che ovviamente già adoro per motivi troppo scontati per stare a ripeterli – pensandoci bene cercando di staccare attore e personaggio, mi piacerebbe comunque. È uno tosto, determinato… Insomma, si può riassumere con il termine inglese “badass”. Una cosa che mi è piaciuta in generale sono i cognomi “parlanti”: sono tutti perfettamente traducibili – e ringrazio Zeus che la traduttrice italiana abbia preferito mantenerli in inglese, perché Jocelyn Bimbochiaro fa proprio schifo – e si collegano con chi li porta, o quantomeno dovrebbero.
Clary: la protagonista. Allora, capisco che sia qualcosa in cui tutte le ragazzine adolescenti possano riconoscersi, ma io non ne posso più di protagoniste femminili descritte come imbranate con un senso dell’equilibrio pessimo che inciampano ogni tre passi e vengono prontamente raccattate dal fighetto biondo di turno! Datevi una svegliata, accidenti. Che poi ok, lei è una che metà delle volte intraprende missioni per recuperare Tizio e Caio così, su due piedi, e questo mi piace assai, ma ha sempre bisogno di qualcuno che le pari il sedere. Lei da sola sarebbe morta almeno un centinaio di volte, alla faccia del detto “buon sangue non mente”.
Jace: dio quanto lo prenderei a schiaffi. Si crede chissà chi, è pieno di sé da fare schifo. Ha il tatto di un Terminator e la cocciutaggine di un mulo. E ovviamente è il “fighetto” biondo di turno di cui sopra. Niente, lui proprio non lo sopporto. Ulteriore nota di demerito: i suoi occhi sono spesso descritti come dorati. Mi ricorda qualcuno, il cui nome in codice d’ora in poi sarà Trilli.
Tralasciamo Jocelyn (che sarà interpretata dalla meravigliosa Lena Headey, nota anche per aver interpretato Cersei Lannister in Game of Thrones – oltre a tutto il resto) che si vede pochissimo, giusto all’inizio e poi bum.
Alec & Isabelle: fratello e sorella, lui è scorbutico e lei una perfettina odiosa, ma alla fine migliorano entrambi. Non mi è andata giù che Isabelle costringa Clary a mettersi per una festa un vestitino-ino-ino e anfibi. ANFIBI! Cioè, dai. Non puoi fare tutta l’elegante e metterti un paio di anfibi, porco pollo. Avete presente un paio di anfibi, vero? Ecco. Il simbolo dell’eleganza, proprio.
Simon: il migliore amico di Clary. Boh, mi è sembrato un po’ un bamboccione pronto a farsi trattare da zerbino pur di stare vicino a Clary.
Valentine: ora, passiamo ai cattivi, che la cosa è interessante. Che lui sia il cattivo è chiarito dalle prime pagine, quindi assolutamente niente spoiler. È descritto un po’ come un Targaryen, a parte gli occhi viola. Di cognome fa Morgenstern, in riferimento a Lucifero (la “stella del mattino”, appunto. La mia gioia nel leggere il cognome e capirlo grazie alle mie scarsissime conoscenze del tedesco è stata enorme). È un cattivo che mi piace, e tanto. Perfido, ambizioso, pronto a tutto pur di ottenere quello che vuole… Insomma, sarebbe stato un perfetto Serpeverde. È geniale quell’uomo, sono troppo curiosa di vedere cosa combina.
Mancano dei personaggi, lo so, ma sono anche quelli di cui non posso scrivere niente senza spoilerare pesantemente la trama o non compaiono così tanto e quindi sono tutto sommato trascurabili.
Ho appena iniziato il secondo capitolo della saga, Città di Cenere, e stasera credo che andrò un po’ avanti. Non vedo l’ora di vedere cosa combinano con il film! E anticipo già che secondo me l’attore scelto per interpretare Valentine ci sta alla perfezione. Non avrebbero potuto trovare qualcuno di più adatto. Sempre a proposito di Valentine, la prima cosa che ho pensato è stata l’omonima canzone degli Xandria, e leggendomi il testo… potrebbe anche starci. O forse vedo coincidenze dove non ci sono.

Seconda parte di questo post! Compleanni. Domenica scorsa era il mio compleanno, che ho festeggiato con degli amici e Fraffo è venuto a trovarmi. Andando sul risciò al pomeriggio, oltretutto, è riuscito a perdere il portafogli. Tempo di rendersene conto e siamo andati a fare la denuncia – o almeno, ci abbiamo provato, visto che poi è dovuto andare il giorno successivo – e a bloccare il bancomat. La mattina dopo, una volta fatta la denuncia, va a prendere la macchina… E non la trova. S’è risolto tutto, comunque, e ha anche trovato il portafogli – con dentro miracolosamente tutto. Oggi invece è il compleanno di mia madre, e per festeggiare ho deciso di farle i muffin alla cannella. Dovete sapere che io non ho mai acceso un forno e non ho mai provato a fare niente in cucina da sola. È andato tutto bene, miracolosamente, e i muffin erano buonissimi. Mi sento da dio e ho l’autostima alle stelle, cosa rara ultimamente.
Questa tra l’altro è la ventesima settimana del progetto fotografico che sto seguendo. Quindi il tempo di fare la foto di questa settimana e ci sarà un altro post in merito.

E ora stacco che sono distrutta e domani devo studiare un fracco di roba!

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