Stream of Consciousness, pt. V

Per una serie di fortunate coincidenze mi trovo in treno, in prima classe, con il cellulare attaccato alla presa e quindi in carica, e dunque posso concedermi un po’ di tempo da dedicare interamente a me stessa, complice anche l’iPod nelle orecchie che rende tutto più semplice. Niente batterà mai lo scrivere comodamente accoccolata sotto il piumone, ma anche in treno non è male. Sto andando a Milano perché lunedì tolgo l’altro dente del giudizio e sono nel panico. Non tanto per l’operazione in sé, quella l’ho già fatta e tanto sarò sedata (almeno, lo spero!) e non sentirò né ricorderò niente. Quello che mi preoccupa, e tanto anche, è la flebo. L’ultima volta me l’hanno fatta sul braccio e ok, ma visto che a questo giro mi sono beccata il prelievo sulla mano ho le paranoie. Poi, mio padre lo so già che minimizzerà tutto e sarà d’aiuto quanto un cane a dare la caccia ai topi. E mia madre che mi dice di stare tranquilla, certo! Come no? Aiuto. Ieri mi sono pure fatta un bel pianto liberatorio, che però non mi ha tolto l’ansia. Va be’, parlando d’altro, ieri mi sono decisa a vedere Stuck in love, che mi ha consigliato la Vlas (ho bellamente ignorato tutti gli altri film che mi ha passato/consigliato, ma ok) e in cui recita anche Lily Collins. Ora, per chi se lo fosse perso, lei è Clary Fray in Shadowhunters. Comunque come film m’è piaciuto, mi sono quasi messa a piangere sette volte. Sì ecco ultimamente sono non più sensibile, e nemmeno più pucciosa. Non lo so cosa mi stia succedendo ma va bene (cioè no non va bene per niente ma facciamo finta). Forse è solo lo stress a palla. E ribadisco per l’ennesima volta, se sono messa così male a fine novembre (ohhh meraviglia è quasi finito novembre!) a maggio vorrò morire. Sempre riguardo a film, domani dovevo andare a vedere Catching fire con Fra al cinema, peccato scoprire che in Italia esce il 27. Quindi ci faremo un giro in fiera e magari troviamo pure degli anelli decenti… Chi lo sa.
Intanto fuori piove, è buio e se non fosse che sto scrivendo direi che mi sto annoiando. Forse mi metterò a scrivere in maniera un po’ più seria. E no, non è perché ho una prof d’italiano così brava che mi spinge a scrivere. È un’insegnante come tante, meglio di alcune e peggio di altre, come tutte, che però se ne frega dell’impegno che ci metto nella sua materia, che io mi prepari da 7, da 8, da 9 o da 6 è uguale, tanto mi dà sempre e solo 6. 6 ½ quando proprio si sente ispirata e benevola. E quindi io di impegno ce ne metto sempre meno, studio solo per la maturità e dopo quella CIAO. In compenso è partito In viaggio con l’atomo, un corso integrativo per le quinte di fisica subatomica culminante con una visita al Cern di Ginevra. Mercoledì, il giorno prima della simulazione di terza prova, tra l’altro, c’è stato il primo incontro. Sono stata a scuola due ore più del mio orario normale, e se normalmente torno a fine mattina con un mal di testa da spaccare un muro a testate, sono lieta di dire che sono uscita da quell’aula con un sorriso sulle labbra, zero mal di testa ed esaltata come una bambina la mattina di Natale quando scopre che i genitori le hanno comprato il regalo che più desiderava. Non è quantificabile la mia gioia, avevo i brividi dalla commozione e dall’emozione. La cosa che più mi dispiace di questa cosa del dente è perdermi l’incontro di mercoledì prossimo, in cui inizieranno le cose fighe, ma fighe sul serio. Fighe per quelli cui interessa, ovviamente. Ed è straordinario quanto l’immensamente grande e l’immensamente piccolo siano così strettamente connessi. Io poi ho la testa tra le stelle/pianeti/galassie/etc dalle elementari… E mi sono presentata mercoledì con la maglia di Star Wars, di cui questo week end forse vado a vedere la mostra a Milano. Motivi per cui adoro quella città. E niente, questo progetto mi fa valutare di fare fisica all’università e non matematica, ma matematica è più… completa, nel senso che dovrò dare Fisica I e II, quindi mi beccherò un bel po’ di fisica quindi tanto vale. La gente mi darà della pazza masochista (“you can’t choose maths, it’s social suicide!” – semicit.) però alla fine deve piacere a me. Non so se arriverò mai viva alla fine della triennale, ma niente mi interessa quanto questo. Senza contare che il pensiero di Astrofisica dopo mi terrà concentrata e motivata, o almeno spero. Ho la fortuna di avere un ragazzo che mi incoraggerà qualsiasi cosa io scelga, anche se è discalculico, ed è uno degli infiniti motivi per cui lo amo. Ah, ciao cugino, tu che mi hai scartato subito Astrofisica dalle facoltà cercando di farmi un favore: è l’unica cosa che riesce a esaltarmi così tanto. Mi spiace, ma non seguirò il tuo consiglio, non su questo. Tengo buono il consiglio di base, però. E non vedo l’ora di uscire dal liceo, la cosa buona è che mancano solo sei mesi più maturità. La cosa ridicola è che, per evitare di sentirmi dare della pazza masochista (vedi sopra) ho già deciso che, alla domanda “Cosa farai all’università?”, risponderò “Ingegneria ambientale con Chiara”. Lo renderò noto solo alla mia immatricolazione in Bicocca. Sì perché ho già guardato tutto. Mi porto avanti, io, come diceva sempre il mio bisnonno materno.

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