Dalle stelle alle stalle: le migliori e le peggiori novità musicali del 2013.

Questo post stava iniziando ad assomigliare alla Salerno – Reggio Calabria: ha avuto una serie infinita di revisioni, cambiamenti, smembramenti, accorpamenti finché ora, a un anno e un mese circa da quando ho iniziato a scriverlo, mi sono rotta le balle e ho deciso di concludere. In origine doveva essere una recensione track by track di tutti gli album usciti nel 2013 che avevo ascoltato, ovvero una lista di dischi in continuo mutamento. Ora, mi sono messa in testa di fare la stessa cosa con gli album del 2014, ed essendo a novembre e dovendo io ancora finire quelli del 2013 mi stava salendo l’angoscia. Quindi, non sarà più una recensione dettagliata di qualsiasi cosa succeda nell’album in questione – anche perché mi sono accorta di essere fin troppo ripetitiva e parecchio carente nelle competenze richieste – bensì una lista degli album che ho – anche solo parzialmente – ascoltato accompagnato da un breve commento. Nel mio caso per “breve” si intende “scarno”.

Amaranthe – The Nexus
È uscito qualche settimana fa Drop Dead Cynical, quindi capite cosa intendo quando dico che non potevo continuare a procrastinare. L’ho ascoltato la prima volta da Fraffo, con la Vlas, e al momento l’abbiamo definito il flop dell’anno. Riascoltandolo poi di nuovo da sola l’ho rivalutato parecchio: mi piace, alla fine, Invincible e Infinity soprattutto. Il loro stile ormai si sa, è quello e sono dei tamarri pazzeschi, però nonostante questo mi piacciono davvero tanto. Promosso!

Avantasia – The Mystery of Time
Fra mi ha fatto una testa tanta con ‘sto album che alla fine mi sono decisa ad ascoltarlo. Che dire, Tobias Sammett lo conosciamo: è tanto pazzo quanto geniale. Non sono mai stata una fan sfegatata degli Avantasia, preferisco gli Edguy – anche se devo ancora sentire il loro ultimo album… -, ma l’ultimo lavoro del supergruppo mi piace. Non tanto quanto The Nexus, ma mi piace. Passa anche questo!

Avril Lavigne – Avril Lavigne
Non ho mai detto che avrei commentato solo nell’ambito metal, e questo album non è nemmeno il peggio (quello deve ancora venire e non è nemmeno troppo in là). Ho semplicemente deciso che non ha senso fossilizzarsi su un genere, e ha ancora meno senso commentare un album separandolo completamente dal genere, dal pubblico cui è rivolto e dalla carriera dell’artista. È ovvio che prendendo come metro di giudizio un gruppo come gli Opeth ben pochi si salverebbero alla carneficina, così come ce ne sarebbero fin troppi da salvare se quello stesso metro di giudizio fosse costituito da Gigi D’Alessio. Dunque cercherò di tener presente tutti questi fattori e non limitarmi alla mentalità tipica del metallino sedicenne – ebbene sì, lo sono stata anch’io. Ora, per quanto la Lavigne costituisca una parte del mio passato musicale, con questo album proprio non ci siamo. Capisco tutto, il target, i miei gusti sicuramente cambiati rispetto a otto anni fa, ma non mi ha detto niente di che. Pezzi carini, per carità, e anche orecchiabili, ma davvero nulla di speciale.

Ayreon – The Theory of Everything
Io questo album lo adoro. Cioè, l’ho ascoltato in loop per millemila volte e ancora non mi ha stancato, lo so a memoria e continuo ad amarlo. Arjen Lucassen è un genio pazzesco e venderei l’anima per avere un decimo delle sue idee, è riuscito a tirare in piedi un cast di tutto rispetto tra cui Tommy Karevik (Kamelot, Seventh Wonder), Jordan Rudess (Dream Theater) e Marco Hietala (Nightwish, Tarot, Northern Kings, etc). Assolutamente da sentire, merita davvero tanto!

Blue – Roulette
Ebbene sì, la boyband inglese è tornata fra noi. Sono stati una parte importante del mio passato – ahimè molto travagliato – in campo musicale e tutto sommato sono ancora affezionata, ma… no. Qualche pezzo carino c’è, ma non andiamo oltre il “passabile”. Nel complesso è noioso – e già è un genere che non presenta tecnicismi o variazioni particolari – e ripetitivo. Flop!

Britney Spears – Britney Jean
Altro fantasma del passato, altra persona il cui album non mi piace per niente. Ho letto da qualche parte che i testi sono molto personali e che la Spears ha preso parte alla scrittura dei pezzi… Se è così, Britney, lascia perdere, fatteli scrivere da altri, per favore. Come sopra – noioso e ripetitivo e anche fastidioso. Altro flop!

Children of Bodom – Halo of Blood
Per me i CoB erano morti dopo Are You Dead Yet?, album che personalmente adoro. Sto continuando ad ascoltare i loro lavori nella speranza che si riprendano e, signori, c’è un miglioramento! Infatti quest’ultimo album mi ha preso un bel po’ in più di Relentless Reckless Forever e trovo anche delle atmosfere più legate agli esordi del gruppo. In più, piccola perla, quella che loro stessi definiscono “l’unica ballad della discografia”: Dead Man’s Hand On You. Mi sarebbe piaciuto sentir cantare Laiho in pulito, ma ormai ci rinuncio. Promosso!

Demi Lovato – Demi
No, non è un flop. Sì, avete letto bene. Quest’album mi piace, ma proprio tanto. Io stessa non me ne capacito, ma è così. Non è troppo insulso, delle idee buone ci sono – prima o poi troverò la versione metal di qualche pezzo di quest’album! – e le linee vocali mi piacciono.

Dream Theater – Dream Theater
Anche questo l’ho ascoltato solo perché Fra mi ha fatto una testa così, e ho fatto bene a dargli una chance. È, credo, l’unico album dei DT che ascolto dall’inizio alla fine senza stancarmi dopo tre pezzi perché “bravi per carità ma che noia”. Questo ti tiene incollato alle cuffie/casse dal primo secondo all’ultimo, non c’è una nota di troppo, un passaggio sbagliato, niente. È la perfezione, ma d’altro canto loro sono la perfezione fatta gruppo.

Emmelie de Forest – Only Teardrops
L’ho scoperta grazie all’Eurovision – assieme a un botto di roba trashissima – e devo dire che non mi dispiace. Tra l’altro Beat the Speed of Sound è anche il jingle di una pubblicità di macchine, non mi ricordo quali ma sicuramente non era una marca tedesca o me lo sarei ricordata. I pezzi sono carini, leggeri e senza pretese, ma orecchiabili e piacevoli. Promosso!

Epica – Retrospect
Lo so, lo so, è un live e non conta, blablabla. Non potevo non inserirli, mi sento moralmente obbligata. È una figata totale, il miglior concerto della mia vita e non c’è molto altro da aggiungere, sono dei musicisti fantastici e dei grandi intrattenitori. Li amo e basta *_*

Faun – Von den Elben
Non mi ricordo come mai li ho scoperti, ma me ne sono innamorata. Hanno quelle sonorità folk e celtiche che sono veramente bellissime. Cantano tutto in tedesco, ed è un gran vantaggio per me, riesco quasi a capire qualche frase! In questo album si trova anche un featuring con i Subway To Sally, altro gruppo che canta in tedesco e che sto approfondendo. Molto ben fatto, assolutamente promosso.

God Is An Astronaut – Origins
Gruppo strumentale che ho anche avuto il piacere di sentir suonare dal vivo, il loro ultimo album è, come i precedenti del resto, veramente bello. Mi dicono dalla regia (Fra) che loro sono uno di quei gruppi le cui composizioni sembrano facili, ma quando poi provi a suonarle ti rendi conto che sono incasinatissime. Ecco, secondo me la bravura di un gruppo sta anche in questo: rendere facili le cose difficili senza farle suonare come dei meri esercizi. Se ricapitano da queste parti torno a sentirli eccome!

Paramore – Paramore
Io c’ho provato ad ascoltarlo, ho dovuto spegnere a metà del primo pezzo. Niente da fare, ho tentato in seguito di finire l’ascolto ma non ci sono mai riuscita. Mi annoia e mi innervosisce. Per me è no (cit.)

ReVamp – Wild Card
L’ho ascoltato un paio di volte ma non mi ha mai detto molto. Generalmente riparte daccapo e mi trovo a pensare “ma davvero l’ho già sentito tutto?”. Non mi convince, mi sembra un’accozzaglia di cose e generi sparsi male assortiti. Staremo a vedere cosa combina Floor nei Nightwish.

Tarja – Colours in the Dark
Ho resistito fino alla terza traccia, poi non ce l’ho più fatta e ho spento tutto. Non ci siamo, già i primi due lavori solisti non mi avevano fatta impazzire, ma almeno qualcosa di carino che mi aveva colpito l’avevo trovato. Qui no, mi sembrano pezzi senza anima. Non vogliatemene, ma non ce la faccio a promuoverlo, non sono nemmeno arrivata a metà.

The Ocean – Pelegial
Finiamo in bellezza! Mi intrigano parecchio come gruppo, e se gli album precedenti mi sono piaciuti, questo non è stato da meno. Mi piace tantissimissimissimo come inizia e il fatto che ogni traccia abbia a che fare con il mare molto più di quelle negli altri album. Passa tranquillamente! (Prima o poi riuscirò a vederli live…)

E questo è quanto! Prima o poi ce la farò a fare quella degli album del 2014 :D

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