Random

Ho traslocato ad agosto, siamo a dicembre, e finalmente oggi sono riuscita a impossessarmi della mia scrivania. Prima mi arrangiavo con il comodino che era sempre imputtanato di roba e ora che è praticamente vuoto mi fa strano vederlo così.

*** Questo post sarà un flusso di coscienza: ci saranno aggiornamenti – visto che non sto più sbandierando niente sulla mia vita da settembre, il mio egocentrismo si sente messo da parte – e opinioni a caso. ***

Ormai sono due mesi che vado in Università, ho conosciuto un po’ di gente, messo su un gruppetto di sette persone che il più delle volte si traduce in deliri su argomenti random, il tutto condito da battute che solo i matematici/fisici possono capire – o quantomeno, apprezzare. Il primo giorno ero nel panico, sono scappata in bagno dopo nemmeno un’ora e mentre uscivo ho pure staccato lo schienale della sedia: insomma, iniziamo bene, proprio. Poi va be’, la prima lezione del Tabarelli è spettacolare (anche le altre, ma la prima è veramente epica), ho conosciuto il tanto rinomato Soardi e assistito alla prima lezione del corso che mi tirerò dietro probabilmente per i prossimi dieci anni: Algebra Lineare e Geometria. No, non è quello che credono tutti. Anch’io prima di cominciare pensavo «Ma sì, figo, algebra, saranno quelle cose carine con il calcolo letterale…». Come disse Thorin, «Non mi sono mai sbagliato tanto in vita mia». È una tragedia, siamo in centocinquanta – e non sto esagerando – in quell’aula e uno solo capisce. Che poi si sta anche facendo odiare, perché non puoi fare quello che sa sempre tutto e poi, alla domanda «Ragazzi, come credete che sia andato il parziale?» rispondi «Mah, credo bene ma non sono sicuro di una cosa…», no, tu sei sicuro che ti porterai a casa il tuo bel 30 e lode, e non puoi fiatare, devi stare solo zitto. Mi basterebbe metà del suo cervello, anzi, mi accontento di un quarto. Il parziale di Algebra alla fine non l’ho dato, tento il tutto per tutto a febbraio. Intanto ho trovato un pdf, Algebra Lineare for Dummies, che potrebbe salvarmi il didietro… E spero tanto che lo faccia. In compenso, ho dato il primo parziale di Fisica I due settimane – tre? – fa, e ancora non si sa nulla, e ieri Analisi I (sempre parziale, ovviamente), che oggi ho scoperto di aver passato con un bel 20/36 (si passava con il 16). Tiè.

Per restare in tema Università, l’ambiente mi piace, ogni mattina mi sveglio (quando non spengo la sveglia dicendo «Sì, tre minuti e mi alzo» per poi riaddormentarmi brutalmente e svegliarmi un’ora dopo di soprassalto esclamando «Porca merda l’Uni!»… tipo oggi.) contenta di andare là, seguire le lezioni, imparare cose che il resto del mondo ritiene inutili ma che a me interessano, e soprattutto non passa giorno senza che io ringrazi di aver scelto Fisica. Sì, fa impressione anche a me scriverlo, dirlo, pensarlo. Se me l’avessero detto cinque anni fa mi sarei messa a ridere tantissimo, e invece eccomi qui. Poi in Bicocca c’è di tutto, ieri abbiamo capito dov’è la mensa, c’è la palestra, ci sono biblioteche ovunque, ci sono due librerie, un teatro… Il mondo, insomma. Ho iniziato pallavolo anche se gli allenamenti in verità ci sono ogni morte di Papa, infatti conto di sfruttare le tariffe vantaggiosissime della palestra in Bicocca. Dopo le feste però, perché non ha senso iniziare ora e andare avanti per due settimane per poi sfondarsi ammerda a Natale, Capodanno, etc. Tanto vale continuare a mangiare come un maiale fino alla Befana, e poi mettersi in regola. Propositi dell’anno nuovo, diciamo. Spero di mantenerli.

Ora che ho finito questo round di esami posso concedermi un po’ di relax come si deve, e giusto appunto sto iniziando millemila serie tv. Una mi ha preso proprio bene infatti sono andata a cercarmi i libri da cui è tratta e li leggerò. La serie in questione è Bitten e parla di lupi mannari. Sì, lo so, che palle, argomento trito e ritrito, e un po’ è vero. Poi non sono nemmeno lupi mannari classici, sono più mutaforma… ma basta, mi sono fissata e potrebbe essere la serie con più cliché al mondo e io non me ne accorgerei (o meglio, me ne accorgerei, ma non me ne fregherebbe niente). Però anche Fraffo dice che ci sta, e lui normalmente le cose troppo pacco le schifa. Intanto sono riuscita a finire The One, ultimo libro della serie The Selection. È un po’ una vaccata, cioè, mi è piaciuto altrimenti non sarei arrivata al terzo libro, però… non riesco più ad apprezzare gli happy ending dove i personaggi scomodi muoiono e i protagonisti vivono felici e contenti per il resto della loro vita. Sarà l’influenza di Martin, ma ormai sto iniziando a considerare i libri un po’ come i matrimoni dothraki: se non ci sono almeno tre morti per me sono noiosi. Parlando sempre di libri, ho iniziato anche Intervista con il Vampiro, di Anne Rice (in lingua originale… ormai non leggo praticamente più nulla in italiano) e l’ho abbandonato, non perché non mi piacesse, ma perché avevo più voglia di finire The One, solo che ora che l’ho finito ho iniziato Bitten e sono presa troppo bene con quello. Che tra l’altro è il primo di una serie lunga più delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, sono tipo tredici libri e io voglio una giratempo. Ho lì da qualche parte 1984, prima o poi lo riprenderò e lo finirò, solo che già non mi fa impazzire il genere – anche se sto cercando di ampliare i miei orizzonti, perché mi rendo conto che sono una drogata di fantasy che non legge altro… ma il resto non mi appassiona così tanto! -, poi lo sto leggendo in italiano perché già l’avevo in casa… Mi scazza ancora di più. Poi avevo iniziato l’ultimo dei Regni di Nashira della Troisi, scrittrice che ho sempre adorato… Non lo so, non riesco ad andare avanti. Lo trovo scontato e mi dispiace tantissimo dirlo. Da una parte mi incuriosisce perché voglio sapere come finisce, dall’altra leggo due parole e mi sale lo scazzo. Finirò anche quello. Intanto continuo a cercare serie da leggere e di questo passo non avrò un momento libero. Già ho sull’ebook una serie cui stavo dietro da una vita e non l’ho ancora iniziata… Aiuto. Ho paura del momento in cui deciderò di iniziare La Spada della Verità. Da quanto ho visto ci sono almeno dieci libri tutti grandi quanto metà del Signore degli Anelli. Ho seriamente paura di me stessa.

A proposito di Signore degli Anelli, ormai manca poco al capitolo conclusivo di Lo Hobbit! Ho parecchie aspettative per quel film. Quello che dirò qui di seguito per qualcuno potrebbe essere uno spoiler, ma mi rifiuto di considerarlo tale quando il libro è uscito nel 1937, quindi…
So benissimo che la linea di Durin farà una brutta fine, e sono preparata psicologicamente a veder morire Kili (sì, ok, anche Thorin e Fili, ma per loro due non soffrirò così tanto). Quello che mi turba è che ho come il presentimento che mentre zio e fratello faranno una fine nobile ed eroica, a lui toccherà la cagata sentimentale, tipo morte tra le braccia di una Tauriel in lacrime che si consuma dal dolore e dietro Legolas che non sa se continuare a scagliare frecce agli orchi, cavarsi gli occhi o uccidere Tauriel. Io spero l’ultima. Non ha motivo di essere, non esiste nemmeno! Spero la facciano morire, in un modo o nell’altro. Oppure, peggio, Kili potrebbe morire difendendola. No, basta, se succede una cosa del genere mi alzo e me ne vado (non lo farò, però avrò la tentazione di farlo). Staremo a vedere incrociando le dita.
Sono andata a vedere Hunger Games: il Canto della Rivolta – parte 1 con Fraffo, e mi è piaciuto parecchio. Volevamo andare a vedere anche Interstellar, rifare una cosa tipo l’ultima volta che siamo andati al cinema in cui ci siamo sparati Frozen e subito dopo Lo Hobbit, con la gente che ci guardava malissimo quando alla fine del primo ci siamo alzati dicendo «Permesso, scusate, abbiamo un altro film da vedere… Permesso, permesso, scusi, scusate, altro film», però quando abbiamo visto che Interstellar dura tipo tre ore ci siamo guardati e abbiamo optato per un film solo. Per carità, il doppio film è stata un’esperienza assolutamente da fare, ma è stato anche un devasto. E parlando di devasti (e di film), ho un po’ di maratone da fare. Quella del Signore degli Anelli versione estesa, in primis, poi Harry Potter, poi Star Wars, poi… Poi… Game of Thrones. E Lo Hobbit quando uscirà il DVD del terzo esteso (non è nemmeno uscito al cinema e io già penso al DVD. Sì). Solo che non si sa mai quando, dove e con chi organizzare. L’ultima maratona che ho provato a fare è stata delirante. Si meriterebbe un racconto a parte, ma in breve dirò semplicemente che già l’avevamo organizzata a San Valentino (non per altro, semplicemente perché cadeva di venerdì e quell’anno ci avevano dato giovedì e venerdì di vacanza al liceo), ho scoperto che le due persone con cui l’ho fatta mi venivano dietro brutalmente (uno è Fraffo, mio attuale ragazzo e probabilissimo futuro marito :3) e io non sapevo nulla, avevamo cibo per un esercito, abbiamo passato metà giornata a cucinare e quindi iniziato tardissimo… Abbiamo dovuto dormire nei sacchi a pelo in sala e il giorno dopo siamo stati in giro tra foto e mica foto. Mi sale la stanchezza solo a ricordare. In teoria avevamo una maratona in programma con il tastierista di Fraffo, ma non si riesce a organizzare… In qualche modo faremo. Anche perché non guardo quei film da una vita proprio per non arrivare alla maratona con già la noia perché li ho appena visti.

La mia passione per la Germania sta aumentando esponenzialmente, specie da quando ho notato che nell’edificio di Fisica c’è il manifesto di un’opportunità per un PhD in Astrofisica. Fin qui tutto ok, l’ho notato il primo giorno ed ero esaltatissima. Dopo un mese e mezzo (il giorno del parziale di Fisica I) ho scoperto che l’università che offre questo PhD è a Monaco di Baviera. I miei occhioni si sono illuminati e ho iniziato a vedere tutto nero, rosso e oro. Ha iniziato a farsi strada un’idea balorda per il mio futuro, e sono parecchio combattuta. Intanto certo, devo arrivarci al PhD e se la situazione in Algebra non migliora lo vedrò con il binocolo, però… Ecco, se io dovessi essere laureata in Astrofisica e facessi richiesta per il PhD a Monaco e mi prendessero non direi di no. Oppure, sempre se fossi laureata in Astrofisica, mandassi lì il curriculum e dovessero offrirmi un posto… Be’… Credo che accetterei. Che poi non è vero, non accetterei così a scatola chiusa. Prima ci penserei comunque tanto, anche perché Fraffo in Germania «Cosa ci vado a fare che non so nemmeno il tedesco?», lingua che nemmeno io so, però se mi offrissero uno stipendio onesto con cui campare in due cercherei di convincerlo. Il Regno Unito offre il vantaggio della lingua che già so, ma la Germania è… Non so come spiegarlo. È come se mi chiamasse. Va bene, basta, la smetto. Non mi dispiacerebbe neanche andare a lavorare alla NASA, il problema sono gli Stati Uniti. Bei posti, per carità, però preferisco la Germania. L’unico Paese che potrebbe farmi rimanere nell’indecisione per un bel po’ è l’Olanda. Ma poi penserei a quanto è impossibile l’olandese e sceglierei comunque la Germania. Vedremo!

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