L’angolo delle serie TV: Gossip Girl

Io a volte faccio come Internet Explorer (o Trenitalia): arrivo in ritardo di anni. È una serie che è finita da qualche anno, andavo ancora al liceo, e sentivo i miei compagni di classe parlarne – di cui uno minacciare le ragazze di rivelare chi fosse davvero Gossip Girl perché lui l’ultima puntata l’aveva già vista. Robe da matti, lo so – e un po’ mi incuriosiva, ma visto che tutti la guardavano io ovviamente mi rifiutavo. Ora, anni dopo, complice anche l’università che, diciamocelo chiaramente, serve giusto a buttarti in un vortice di serie TV dal quale è impossibile uscire, me la sono scaricata e l’ho divorata. E adesso che l’ho finita mi sento triste. Mi sono anche vista l’ultima puntata due volte per cercare di non avere la sensazione che fosse finita per davvero. In poche parole, mi ha preso parecchio. Non sono ancora completamente uscita di testa, riesco ancora a capire che in fondo è una di quelle cagate adolescenziali e in pratica un Beautiful meno infinito e recitato meglio. Ma la cosa che mi ha sconvolto più di tutte è stata trovarmi ad adorare personaggi che alla prima stagione odiavo con tutta me stessa e passare momenti in preda a sentimenti opposti, tipo “Tizio sei un cretino, ti meriti tutta la sfiga!” e “Oh no, povero Tizio, era così bravo!”

Per chi non lo sapesse, si tratta di una serie che parla delle “ordinarie” vite dell’élite di Manhattan. In pratica adolescenti ricchi da far schifo che fanno esattamente quello che pare a loro, tre quarti delle volte creando disastri abnormi ma non ce ne frega niente perché tanto c’è papino (o mammina) che risolve tutto. E poi c’è il resto, ovvero i comuni mortali che hanno un lavoro come tutti qualche persona, ormai, uno stipendio nemmeno troppo da capogiro, bollette e affitto da pagare, solite cose, che ovviamente non è che vogliono entrare in quel mondo a tutti i costi, ma se capitasse chi dice di no. Nell’arco di sei stagioni ne succedono davvero di tutti i colori, gente che sparisce, gente che muore, gente che si finge morta, gente che non sa cosa fare e divorzia, gente che non ne fa mai una giusta, gente che si sposa l’erede al trono del Principato di Monaco per scoprire dopo il matrimonio di essersi sposata in verità uno stronzo di dimensioni galattiche, gente che rischia la bancarotta per pagare la dote alla suddetta sposina quando vuole divorziare… insomma, non si sta tranquilli un attimo. Il tutto coronato da balli, feste, eventi di stralusso, vestiti che costano quanto un rene, cifre che farebbero campare per dieci vite una famiglia di otto persone… Sì, non ha un grande spessore culturale, ma intanto io sono qui a divorare cioccolato per tirarmi su di morale perché non riesco a farmene una ragione.

Non ho una vera recensione da dare, è chiaramente un’ottima soluzione per passare un’ora senza troppi pensieri, non sarà mai la mia serie preferita però ecco, mi è dispiaciuto vedere l’ultima puntata.
Tanto tra quattro giorni riprende Game of Thrones, mi consolerò in fretta – spero, con tutte le cose che ho letto sto temendo il peggio!

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