Again in the UK: London!

On air: Sunpocrisy – Eyegasm, Hallelujah!

È domenica, una domenica che ho passato a costruire un Millennium Falcon (che bello sentirsi bambini a ventun’anni), ho appena ripreso l’università e almeno tre post da scrivere… questo è uno.

Tutto cominciò un giorno di ottobre/novembre: il fratello del mio ragazzo si è trasferito a Londra a luglio e abbiamo deciso di andarlo a trovare per rompergli le balle (♥), così quando abbiamo trovato dei voli a prezzi decenti ne abbiamo approfittato. Siamo partiti il 9 dicembre da Malpensa alle sei e qualcosa del mattino, il che significa che ci siamo svegliati alle tre di notte e abbiamo passato tutta la giornata in coma. Siamo arrivati a Stansted e ci siamo messi alla ricerca del bus Terravision che avrebbe dovuto portarci a Victoria Station. Oltre al delirio per trovarlo, scopriamo che il primo che parte non va a Victoria, ma a Liverpool Street. E va be’, aspettiamo. Finalmente arriviamo (dopo quasi due ore di pullman grazie all’ora di punta) e ci troviamo con il fratello di Fra (Alessandro). Andiamo direttamente a prenderci un tè per me (con tanto di ustione alle papille gustative per tre giorni – e non sto scherzando) e caffè per loro e fare la Oyster Card – che è fondamentalmente il modo più comodo ed economico di spostarsi a Londra – e, essendo ormai quasi ora di pranzo, andiamo ad aspettare che un suo amico (Enrico/Eric) vada in pausa pranzo per andare a mangiare tutti assieme. Pappa del giorno: una specie di panino svuotato e riempito di cose a scelta, nel mio caso carne di montone e topped (se avete una traduzione suggeritemela, al momento non mi viene) con verdure miste. Era la cosa meno piccante di tutte e per me era comunque un inferno. Dopo pranzo decidiamo di fare un salto a casa di Ale per lasciare giù le valigie e vedere come si fa effettivamente ad arrivare a casa, nel caso avessimo dovuto tornare da soli. Il tempo di rilassarci un attimo, svuotare le borse di ciò che non serviva e ripartiamo alla volta di… North Gower Street! Per chi non lo sapesse, è la via in cui hanno collocato l’appartamento di Sherlock nell’omonima serie tv della BBC, e un giro era d’obbligo. Visto che era in zona, siamo poi andati a King’s Cross per ovvi motivi, anche se un po’ di delusione nel constatare che il carrello nel muro non è tra i binari 9 e 10 c’è stata. Abbiamo fatto un giro nel negozio a tema Harry Potter lì a fianco con l’irresistibile tentazione di spendere tutti i nostri soldi e poi ci siamo diretti alla volta di Baker Street a fare un giro nel negozio del museo di Sherlock Holmes. Gente poco fissata, noi.
Dopodiché, ma non prima di aver fatto un salto da Starbucks per un frappuccino, ci siamo incamminati – be’, abbiamo preso la metro, chiaramente – verso South Kensington per incontrarci con Ale, Eric e una loro amica: dopo la tradizionale birra pre-cena (per loro), ci siamo dati alla ricerca di un posto dove mangiare e abbiamo trovato un locale in cui abbiamo ordinato degli hamburger e non è che fosse proprio economico, ma ok. Dopo cena siamo andati in un altro pub per un’altra birra (sempre per loro, ma ne ho scroccata un po’ a Fra perché stranamente ne ho trovata un’altra che non mi dispiaceva) e poi a casa, dove io mi sono addormentata anche se gli altri tre hanno continuato a parlare/suonare.

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Non ho altre foto di questa giornata perché ho usato prevalentemente il cellulare D:

Il giorno dopo ci siamo svegliati moderatamente presto e abbiamo deciso di visitare la zona di Westminster: Big Ben, Westminster Abbey, Westminster Bridge, Trafalgar Square, Buckingham Palace (con tanto di Betty in città!), London Eye… per pranzo abbiamo optato per il classico fish&chips in un locale a due passi da Trafalgar Square che era veramente carino e abbastanza economico. Nel pomeriggio siamo andati al British Museum fino all’orario di chiusura ma abbiamo fatto in tempo a vedere alcune cose interessanti nella sezione dell’Egitto e dell’Antica Grecia. Ci siamo incamminati verso la fermata dell’autobus che ci avrebbe portati a casa e abbiamo incrociato Ale a poche fermate dalla destinazione. Le coincidenze!

 

Il terzo giorno ci siamo svegliati un (bel) po’ più tardi rispetto al precedente, così una volta raggiunta la zona di Covent Garden abbiamo optato per un brunch con la tradizionale colazione inglese in un pub carinissimo con un barista francese simpaticissimo che sta cercando di imparare l’italiano da cinque anni. La colazione comprendeva pane tostato, burro, uova fritte, salsiccia, bacon, pomodori, pudding nero, fagioli in salsa barbecue, funghi e frittelle di patate. Ci siamo trovati talmente bene che siamo tornati lì anche il giorno dopo, peccato che non ci fosse più il francese ma una sua collega molto più scazzata. Dopo aver mangiato abbiamo fatto un giro nella zona e abbiamo trovato alcuni dei regali che stavamo cercando – prevalentemente tè – e nel primo pomeriggio abbiamo fatto un giro a Hyde Park, passando per la fontana memoriale per Lady D e l’Albert Memorial. Abbiamo visto – da fuori – la Royal Albert Hall e ci siamo trovati davanti al Royal College of Music… ovviamente Fra ha voluto fare un giro, così ci siamo visti il museo di strumenti musicali e poi siamo andati al Science Museum, dove ho trovato una sezione interessante riguardo allo spazio e ai problemi legati ai viaggi nello spazio. Siamo tornati in zona Covent Garden a prendere gli ultimi regali e a cercare un posto tranquillo per bere qualcosa e siamo finiti a Caffè Nero a prendere due cioccolate e un brownie io e un tramezzino Fra.

 

Così arriviamo all’ultimo giorno del nostro viaggio. Dopo un altro brunch sempre allo stesso pub, è la volta dei ponti! Abbiamo visto la Torre di Londra e il Towe Bridge, ci siamo fermati alle bancarelle di Natale e abbiamo provato dei dolcetti fatti di panna montata su una cialda tipo waffle e tutto ricoperto di cioccolato, siamo stati sul il London Bridge, abbiamo visto l’Old Bailey, il Millennium Bridge, altre bancarelle di Natale e il Blackfriars Bridge, per poi camminare come dei dannati fino a Westminster dove abbiamo trovato un pub in cui io ho preso un tè alla menta e Fra una birra. Per cena siamo andati in un posticino che avevamo addocchiato arrivando a Londra con il pullman ma che non avevamo più avuto modo di ribeccare. È stata l’idea del secolo, visto che abbiamo mangiato strabene spendendo anche relativamente poco. Io ho dovuto sfoderare la carta di credito ma ne è valsa la pena! Sono anche riuscita a farmi dare della minorenne visto che, nella divisione della spesa ho ordinato la birra per Fra e mi hanno chiesto un documento per verificare che fossi almeno maggiorenne. Lì tra l’altro l’età per bere mi pare sia ventun’anni, che io ho. E va be’, è bello sembrare gggiovani! Dopo cena abbiamo fatto ancora un ultimo giro per la città e siamo tornati a casa tardissimo. Praticamente abbiamo fatto after, visto che ci siamo addormentati all’una e “svegliati” alle tre per essere a Stansted a un’ora decente. La prossima volta sicuramente non partiremo più da lì, Gatwick è decisamente più comodo ma soprattutto mai più Terravision.

 

Morale della favola? Londra è enorme, caotica, frenetica (più di Milano). Andrei mai a viverci? Sì. Sicuramente sì, ma non credo che sia il posto dove vivere gli ultimi anni della mia vita (sì, penso già alla vecchiaia); per quelli mi ritirerei in Scozia. È sicuramente una città bellissima, ben organizzata, con mezzi pubblici capillari e funzionanti, ma è anche carissima. Chiaramente – ma non troppo – gli stipendi sono abbastanza rapportati al costo della vita, anche se gli affitti restano una cosa spaventosa. Certo è che se dovessi trovare lavoro a Londra, mica direi di no. E nel frattempo ci vado da turista alternandola con la Scozia e la Germania.

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