Shadowhunters premiere: recensione a caldo

Piccolo recap per chi se lo fosse perso: Shadowhunters è una serie di sei libri urban fantasy né migliore né peggiore di tante altre, a mio parere scritta bene e con delle buone idee di fondo. Come al solito il fantasy rischia di essere parecchio noioso visto che gira e rigira il finale è praticamente sempre scontato. Qualche anno fa mi ci sono fissata pesantemente e tutt’ora la trovo una saga che ho apprezzato – nonostante preferisca la trilogia delle Origini – e per questo quando è uscito al cinema il film sono andata a vederlo trascinandomi dietro il mio ragazzo e la mia migliore amica. Come da copione, il film è stato un flop totale e a me chiaramente è piaciuto. Sì, ci sono state delle cose non proprio sensate e alcune cose modificate, qualche dettaglio di casting un po’ meh (parliamo di cose minime tipo il colore degli occhi, eh) – anche se onestamente contro Lily Collins, Jamie Campbell-Bower, Lena Headey, Aidan Turner, Kevin Zegers e Johnatan Rhys-Meyers non ho assolutamente nulla, hanno fatto un ottimo lavoro – ma tutto sommato non è stato male. Ma non ha incassato quanto speravano, quindi non sono andati avanti. In compenso, hanno deciso di farci una serie tv, così da poter fare le cose per bene senza dover tagliare troppe cose, e come scelta mi piace anche. Il cast è chiaramente diverso e c’era da aspettarselo, per carità, non è nemmeno scelto male, solo che ormai mi immagino i personaggi con le facce degli attori del film. Va be’, son problemi miei questi. Veniamo alla serie di per sé.

Ero partita con mille aspettative, poi sono arrivati i trailer. Dire che mi sono cadute le braccia è un eufemismo. Avete presente quegli effetti speciali fatti male, tipo fine anni ’80/inizio anni ’90? Ecco, a me hanno dato quest’impressione. Però poco male, mi sono detta, non è la prima serie ad avere effetti speciali patacca. Magari riescono a fare comunque qualcosa di dignitoso. Poi sono arrivate le preview, in cui da quattro minuti ho capito che o mi sarei messa a piangere o a ridere, e ho scelto l’ultima. Ho iniziato a rivalutare l’idea di seguirla, ma mi incuriosiva troppo e volevo parlare con cognizione di causa e non a sproposito, quindi oggi me la sono andata a cercare e me la sono vista, segnandomi mentalmente – ma non troppo – le cazzate che hanno combinato, e ne ho trovate un po’.

D’ora in avanti ci saranno SPOILER, quindi se non volete rovinarvi la “sorpresa” non leggete oltre.

La puntata inizia con Alec, Isabelle e Jace che seguono un demone mutaforma fin dentro al Pandemonium (con Alec che fa un salto impossibile per un Jedi, figuriamoci per uno Shadowhunter) e nella fattispecie Jace che dà una spallata a Clary, evento seguito da uno dei dialoghi più idioti che abbia mai sentito. Non bastasse, Clary è insieme al suo migliore amico Simon e una loro amica Maureen (che nel libro avrebbe dodici anni e qui ne ha diciotto o giù di lì.) che chiaramente non  vedono Jace e pensano che Clary stia impazzendo. Titoli di testa – ho apprezzato il fatto che abbiano continuato a usare le rune del film – e si torna indietro di otto ore:  è il compleanno di Clary (nel libro sedicesimo, nel film diciottesimo.), ottiene un posto all’Accademia d’Arte di Brooklyn, festeggia con Simon, torna a casa e sua madre le regala lo Stilo dei Fairchild, con tanto di rune e cose varie passandolo come “cimelio di famiglia” e boh, non ha senso ‘sta cosa. Intanto si scopre che Luke fa il poliziotto (nel libro aveva un negozio di libri. Uguale proprio) e sta lavorando a un caso che a qualsiasi persona normale che abbia visto qualche film urlerebbe “VAMPIRI” a squarciagola ma no, non lì. Lì sono demoni. Cosa completamente inventata perché nei libri non c’è traccia di questo caso, ma ok. Morale della favola, Jocelyn (la madre di Clary) deve parlare con sua figlia ma lei decide di andare a festeggiare il compleanno con un concerto della band di Simon – che è stata inspiegabilmente e miseramente ridotta a un duo acustico – e poi al fatidico Pandemonium, in cui accade tutto il patatrac di Jace che urta Clary, Clary che lo segue, Isabelle con una parrucca biondo platino (WTF) e un completo top-minigonna bianco che con “l’abito d’altri tempi” dei libri non ha proprio nulla a che vedere e senza la sua collana con il rubino (piccoli dettagli importanti) che si mette a fare la cubista (non so davvero se ridere o piangere), Clary che si prende sottobraccio uno a caso per entrare nella zona “vip” dove ci sono i tre Cacciatori e i demoni, spinge un demone lontano dalla spada angelica di Jace, Jace che spinge Clary lontano dal demone e perde la spada, Clary che recupera detta spada e un demone che come il più grande degli allocchi ci cade letteralmente sopra impalandosi. Ora. Voglio fermarmi un momento a ragionare. Come puoi pensare che uno che si butta sopra una spada uccidendosi possa essere una buona idea per la sceneggiatura?! COME?! Non si sa, ma l’hanno fatto. Dopo tutta ‘sta manfrina si scatena il combattimento, i demoni muoiono, Clary scappa, nel frattempo Magnus Bane sbatte fuori metaforicamente a calci due Shadowhunters del Circolo – cosa che in verità violerebbe gli Accordi, ma chissenefrega – che seguono Clary fino a casa. Intanto Clary racconta a sua madre la sua folle serata e lei le dice di non preoccuparsi, è tutto vero ma lei è forte e le dà una collana di ametista (credo, è un cristallo viola, la supposizione mi sembra corretta) che non si sa cosa dovrebbe fare, fa aprire alla sua amichetta strega un portale che la manda alla stazione di polizia a cercare Luke che intanto sta cercando di liberarsi di altri due membri del Circolo dicendo che di Clary e sua madre non gliene può fregare di meno e Clary che stava origliando scappa, va a casa a trova un casino allucinante visto che mentre lei era alla ricerca di Luke i due scagnozzi sono arrivati, hanno ucciso la strega e rapito Jocelyn (che sembra l’unica badass lì dentro), che ha bevuto una pozione per cadere in un lunghissimo sonno per evitare di dire loro dove si trova la Coppa Mortale, che quelli lì stanno cercando da diciotto anni. È rimasto solo un demone che riesce a colpire Clary prima di essere ucciso da Jace che chiaramente la salva portandola all’Istituto, dove lei si sveglia due giorni dopo e fa le solite domande che qualsiasi persona sana di mente farebbe svegliandosi in un posto che non conosce. Jace tenta di spiegarle a grandi linee quello che sta succedendo ma lei non capisce un tubo, intanto viene rintracciata da Simon che finalmente riesce a vedere Jace ma – ta daaaaaa! – spunta fuori anche uno del Circolo, prontamente ucciso da Jace. Nel frattempo – e questa è veramente il lampo di genio più ridicolo della storia – appare un’inquadratura con la scritta “Chernobyl”. CHERNOBYL. Vi giuro, mi sono messa a ridere per cinque minuti buoni. Indovinate un po’ chi c’è a Chernobyl? Esatto, il cattivo di turno, Valentine, che sta facendo esperimenti con il sangue di mondani che si faceva arrivare in qualche modo strano dai suoi fidi scagnozzi. Ovviamente gli riferiscono che Jocelyn ha avuto una figlia e lui quindi se ne esce con “Davvero, ha una figlia? Voglio parlarle!” e così la storia continua.

Cose che mi sono piaciute:

  1. La scelta dell’attore per Valentine, in primis. È anche quello che ha interpretato Re Enrico II di Francia in Reign, e per questo ho grandi aspettative per lui.
  2. Alcune battute tratte dai libri, tipo quelle che dimostrano quanto Jace sia arrogante e sbruffone.
  3. Il fatto che abbiano usato le stesse rune dei film.
  4. Alcuni piccoli dettagli del cast, tipo gli occhi di Isabelle che sono – giustamente – neri, quelli di Clary che sono verdi, cose così.
  5. La scena in cui Clary prende in mano un biscotto, lo appoggia su un foglio e il biscotto diventa un disegno. Sarà cruciale andando avanti.

Cose che non mi sono piaciute:

  1. Le abominevoli cazzate che hanno fatto con la trama, sballamento dell’età in primis.
  2. Valentine a Chernobyl.
  3. Madame Dorothea che sembra una ventenne.
  4. Luke che fa il poliziotto.
  5. La mancanza del rubino di Isabelle.
  6. Alcuni dialoghi che sembrano scritti da un bambino di tre anni.
  7. Gli Stili che non funzionano così.
  8. I riferimenti sbagliati al mondo di Shadowhunters, tipo “Jocelyn ha avuto una figlia! Potrebbe essere una mondana!” No, miei cari, perché come più volte ripetuto nei libri il sangue dei Cacciatori è dominante.
  9. Metà dei rapporti dei personaggi che sono stati mandati completamente a puttane.

Morale della favola? Vado avanti solo perché, illusa, spero ancora possa migliorare, e nel frattempo mi faccio quattro risate. Ah, gli effetti speciali alla fine non fanno così schifo, probabilmente era solo il trailer che era un po’ meh.

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