Masters of Florence!

On air: God Is An Astronaut – Helios | Erebus

No, non è una recensione delle prime quattro puntate della nuova serie tv co-prodotta dalla Rai sui Medici, anche perché ho visto solo la prima puntata ieri sera. Mi sto sentendo come il resto del mondo, ad aspettare e sclerare per trovare la versione in inglese… perché Richard Madden non lo si può sentire doppiato, con quel suo accento scozzese. Rivederlo in un’altra serie mi ha fatto realizzare quanto mi manchi Robb nel Trono di Spade.

Questo è il famigerato articolo sulla vacanza a Firenze con i miei amici dell’università. Vi ricordate (certo che vi ricordate, le uniche tre persone a leggere sono il mio ragazzo e due amici dell’uni.) della “gita” a Losanna, no? Ecco. Qui bisognerà iniziare a fare dei nomi altrimenti si finisce nel delirio. Oppure potrei cambiare i nomi per proteggere la privacy, tipo anagrammando nome e cognome… Così non la finisco più, però ci sta. Facciamo che i nomi di quelli che sono stati a Firenze verranno anagrammati perché *spoilers – da leggere con la voce di River Song* ci saranno foto, gli altri no perché sono meno rintracciabili. Quindi, sul pullman del ritorno io e Chiara abbiamo pensato che sarebbe stato bello fare una vacanza tutti assieme e abbiamo iniziato a raccogliere adesioni e creare il gruppo su whatsapp per cercare di definire il luogo. Eravamo una quindicina, quindi abbiamo iniziato a fare alcune proposte per la meta e a cercare alloggi. Le più gettonate sono state Firenze e Vienna, e alla fine l’ha spuntata – per poco – la prima. Considerato com’è andato il resto dell’organizzazione meno male che abbiamo scelto Firenze perché modificare i biglietti aerei credo sarebbe stata un’impresa titanica. Dopo esserci messi tutti d’accordo su Firenze abbiamo iniziato a cercare sistemazioni a spron battuto e abbiamo prenotato in un B&B carinissimo che va be’ vi narrerò tutto più avanti. Intanto quei furboni dell’università hanno deciso di far iniziare le lezioni per il terzo anno una settimana prima, giusto giusto la settimana in cui saremmo dovuti andare a Firenze. “Perché così vi laureate entro luglio”. Pane e volpe a colazione, proprio. Alcuni hanno deciso di andare lo stesso, altri di rimanere a casa per non perdersi le lezioni, e da qui il mezzo delirio a cercare sostituti e/o cambiare prenotazione per l’alloggio, che poi alla fine si è risolto tutto abbastanza bene, dopo ore passate a raccogliere decisioni e pagine interminabili di calcoli – ecco perché i fisici non vanno in vacanza assieme.
Morale della favola, eravamo in sette: io, Luca, Cecilia (la ragazza di Luca, studia fisica anche lei ma non in Bicocca), Mc, J, Susie e Macs. Ci ho provato ad anagrammare i nomi ma 1) sbatti e 2) manca sempre una lettera per far saltar fuori qualcosa di decente e credibile.

Quindi, quel faditico martedì ci troviamo tutti in Centrale – chi prima, chi dopo – per prendere il treno e per passare il tempo, oltre che banchettare con tortelli di farro ripieni di marmellata ai frutti di bosco, schiacciatine, caramelle, etc, decidiamo anche di fare una lista delle cose da vedere e dei posti in cui andare, procedura sistematicamente interrotta ogni tre secondi per lasciar spazio a discussioni più o meno attinenti, e stilare la separazione delle camere (una tripla e una quadrupla). L’idea iniziale del “come i posti del treno”, che avrebbe visto me, Macs, Luca e Cecilia in una camera e J, Mc e Susie nell’altra, ha lasciato spazio alla maggiore imparzialità del “tiriamo a sorte”… ma la sorte ha deciso male e quindi siamo tornati alla soluzione “posti del treno”. Così, arrivati a Firenze, abbiamo scarpinato per una ventina di minuti per raggiungere il B&B, guidati dall’eccellente senso dell’orientamento di Cecilia, che è stata essenzialmente l’unico motivo per cui non ci siamo mai persi e non abbiamo mai buttato via mezza giornata a cercare di capire dove fossimo. Lasciamo le valigie nelle camere e usciamo a cercare un posto dove mangiare. Ed è qui che giunge in nostro aiuto Enrico, il proprietario del B&B, che ci fornisce una cartina della città con segnati i posti migliori dove mangiare e i mezzi pubblici utili con tanto di fermate. Ci incamminiamo così verso il centro e per il primo giorno ci fermiamo nel primo posto che vediamo che venda del cibo, e direi che tutto sommato è stata una buona scelta. La prima tappa del giorno è stata Santa Maria del Fiore: entriamo a visitarla ma non scendiamo nelle cripte perché il biglietto comprendeva anche il Battisterio, la Cupola e il Campanile… e io soffro di vertigini, quindi la Cupola e il Campanile li avrei saltati. Luca e Cecilia ci erano già stati, quindi decidiamo di dividerci: noi tre siamo stati a riposarci sotto la Loggia dei Lanzi mentre gli altri quattro sono saliti sulla Cupola. Ci ero salita quando sono stata in gita a Firenze con il liceo e ho sputato un polmone per poi nemmeno essere in grado di godermi lo spettacolo, quindi ho preferito evitare. Dopo esserci fatti un altro giro in città torniamo verso il B&B e prenotiamo in un ristorante per la cena. Ci siamo rilassati per un’oretta e ci siamo diretti a mangiare. È stata la sera in cui abbiamo speso di più ma ne è valsa la pena: in cinque hanno preso la fiorentina, mentre io e J abbiamo optato per dei primi – non mi ricordo cosa abbia preso J, io mi sono buttata sulle pappardelle con ragù e funghi. Per finire, ho smezzato una fetta di torta al cioccolato, sempre con J. Dopo cena abbiamo fatto una passeggiata su Ponte Vecchio e ne abbiamo approfittato per fare dei selfie stupidi. Luca voleva andare a bere ma gliel’abbiamo impedito perché eravamo tutti troppo stanchi e il giorno seguente avremmo avuto gli Uffizi a tenerci impegnati.

 

Il giorno dopo ci siamo svegliati moderatamente presto e abbiamo fatto colazione al B&B. Ora, la colazione di per sé ci stava, sono solo io che ormai senza uova fritte e bacon non riesco a considerarla una valida colazione. Troppe vacanze all’estero in cui il pranzo viene brutalmente soppiantato da una colazione esagerata. Mentre Macs, J, Susie e Mc visitano il Campanile di Giotto io, Luca e Cecilia facciamo un giro nei dintorni per aspettarli. A pranzo andiamo all’Antico Vinaio, un posto strafigo dove fanno delle focacce ripiene di quello che vuoi. A vederle in verità abbiamo pensato “figuriamoci se ci basta per pranzo!” ma abbiamo faticato a finirle. Così, rischiando l’abbiocco, entriamo agli Uffizi, dove saggiamente ho deciso di lasciare la borsa nel guardaroba e non farmi venire una contrattura per il peso della macchina fotografica, tanto mi ero portata solo il 50mm e in un museo non è la focale migliore. Ho fatto le foto con il cellulare di Luca, quindi il mio ruolo di reporter non è venuto meno. Abbiamo passato tutto il tempo a ridere nelle sale del Trecento perché non sapevano disegnare granché e tutte le Madonne sembravano assurdamente schifate e i bambin Gesù sembravano ritardati e ogni quadro eravamo piegati in due dal ridere per via dei commenti. Alcuni sono veramente fantastici, non mi sono mai divertita tanto in un museo. Quando ci sono stata in gita era tutto così noioso…
La mia sala preferita rimane quella barocca, era tutto così sfarzoso e opulento e dorato e decorato e boh, ci rimarrei lì a vivere. Era piena di statue e ci siamo divertiti a imitarne le pose, sono venute fuori cose meravigliose e la gente ci guardava malissimo. Peggio per voi se siete noiosi.
Dopo gli Uffizi abbiamo fatto un giro in città e io, J e Mc ci siamo presi un gelato. Buono ma il servizio era lentissimo! Tornando al B&B per riposarci prima della cena abbiamo prenotato al Cocotrippone, uno dei posti migliori dove abbia mai mangiato. Dopo cena abbiamo infine ceduto e abbiamo accontentato Luca andando in un pub irlandese solo perché avevamo trovato dei volantini con delle offerte. Nessuno si è sbronzato ma io – udite udite – ho preso la mia prima birra. Sono una persona adulta ormai! Ho visto che c’era la Kilkenny, che avevo provato in Svezia, e mi sono detta “va be’, dai, una piccola potrei anche riuscire a finirla!” e infatti ce l’ho fatta – yay! Le grandi conquiste!

 

Il giorno dopo ci siamo svegliati circa alla stessa ora e mi ricordo che non volevo alzarmi dal letto. Alla fine mi sono convinta a tirarmi in piedi e, dopo una bella colazione, siamo partiti alla volta di Santa Maria Novella. Prima di entrare ci siamo trovati con due amici di Luca, Alessio e Alessio, che ci hanno fatto da guide. Per pranzo siamo andati al Mercato Centrale, così ognuno ha potuto prendere esattamente quello che voleva: io ho optato per spaghetti con pomodorini, zucchine e branzino. Dopo esserci rifocillati siamo partiti alla volta di Piazzale Michelangelo. Siamo passati davanti a Palazzo Pitti e abbiamo scelto la strada più ripida ma senza scale perché io e Cecilia sapevamo che prendendo le scale non saremmo mai arrivate vive in cima. Ci siamo fermati all’Abbazia di San Miniato al Monte e poi siamo arrivati a Piazzale Michelangelo per goderci la vista. Siamo rimasti lì un po’ ad apprezzare Firenze che si estendeva ai nostri piedi e poi abbiamo deciso di tornare verso il centro e fare merenda in una pasticceria. È stata l’idea peggiore del secolo, un po’ perché quella che abbiamo scelto non si è rivelata un granché e un po’ perché ci siamo ritrovati 6€ in più sul conto che ancora adesso non capiamo da dove siano saltati fuori. E va be’. Per cena siamo andati in una pizzeria napoletana (Il Pizzaiuolo) dove abbiamo speso pochissimo e mangiato come dei lupi. Non siamo stati in giro molto perché iniziavamo tutti a essere stanchi.

 

E questo ci porta all’ultimo giorno che abbiamo passato a Firenze. Dopo aver fatto colazione, sistemato le cose nelle valigie e pagato il B&B siamo usciti alla volta del museo di Galileo. Chiaramente, poiché la vita fa notoriamente schifo, gli studenti della facoltà di Conservazione dei Beni Culturali entrano gratis agli Uffizi, noi studenti di Fisica dobbiamo pagare per entrare al museo di Galileo. Luca è andato a lamentarsi per questa cosa ma senza risultati. Il museo di per sé è super-interessante e ha anche una parte interattiva dove ci siamo divertiti un sacco, l’unica cosa che ho trovato veramente disturbante sono stati i busti che mostravano i problemi delle gravidanze… una cosa veramente assurda. Mi stava quasi venendo da vomitare e non sto scherzando, la parte peggiore di tutti i musei che io abbia mai visto. In compenso era – chiaramente – pieno di telescopi, e quindi sono stata anche felice. In più la libreria del museo era piena di libri interessanti e alcuni erano anche testi consigliatici dai nostri professori di Meccanica Quantistica e Fisica Teorica.
Per pranzo siamo tornati all’Antico Vinaio e nel pomeriggio ci siamo rilassati ai Giardini di Boboli, dove abbiamo continuato a mandarci messaggi vocali sul gruppo di whatsapp dicendo cose stupide, tipo “c’è uno scoiattolo” o “delfino!”. Sono bellissimi, devo trovare il modo di esportarli e farci un remix. Se solo sapessi fare un remix…
Siamo andati a prendere le valigie al B&B e abbiamo preso l’autobus per la prima volta in quattro giorni per evitarci una scarpinata con il peso dei bagagli e siamo tornati al Mercato Centrale per la cena. Ci siamo avviati con calma verso la stazione e abbiamo preso il treno del ritorno.

 

In conclusione, sono stati quattro giorni fantastici, abbiamo parlato di un sacco di cose e abbiamo riso tantissimo; abbiamo camminato troppissimo, abbiamo mangiato strabene. La città l’avevo già vista e per quanto mi fossi divertita in gita questo è stato molto meglio. In teoria adesso dovremmo organizzare per Capodanno ma hanno paccato in millemila quindi boh, vedremo quando riusciremo a rifare una vacanza tutti assieme.

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2 pensieri su “Masters of Florence!

  1. E niente, post parecchio simpatico, ma soprattutto utile. Me lo stamperó e porteró dietro appena andrò a Firenze (il dettaglio della stradina ripida invece delle scale non lo dimenticherò sicuro) :3

    • Grazie! ^^
      Guardando le scale che portano a Piazzale Michelangelo la stradina se non mi ricordo male si trova sulla destra, è stretta abbastanza da far passare un’auto sola per volta :) (quindi eventualmente potresti anche arrivarci in macchina, ma mi dicono che non ci siano parcheggi :/)

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