Laineth adventures I

Sottotitolo: Aggiornamenti e sensi di colpa

On air: Owl City – (discography)

Io in teoria dovrei studiare che domani ho l’orale di Astrofisica ma sono tre giorni che leggo il libro e non ricordo una madonna, quindi boh, mi ridurrò a leggere il programma in preda al panico – come al solito – domani mattina (l’esame è al pomeriggio). Tanto ora sono le otto e mezza di sera e sono stanchissima, aspetto che finisca la lavatrice, stendo e recupero How to get away with murder. E va be’ avevo in programma mille altri post – senza contare che l’ultimo post l’ho scritto a gennaio e siamo quasi a marzo. Sessione invernale, bioparco – ma sono presa strabene con ‘sta cosa e devo raccontare le mirabolanti avventure di Laineth – poi vi spiego. Calma.

Qualche tempo fa il mio ragazzo mi ha chiesto se mi andava di giocare a D&D (Dungeons & Dragons) perché nella sua classe c’era già qualche giocatore ma mancava gente per il party. ERA TIPO LA COSA CHE ASPETTAVO DA TUTTA LA VITA. La gente normale sogna tutta la vita la domanda “Vuoi sposarmi?” o “Accetta il 30 e lode?” o che ne so, io “Vuoi giocare a D&D?”. E va bene così. Chiaramente gli ho risposto tutta entusiasta e lui era già lì pronto a morire internamente perché non è mai stato preso bene come me. Presa dalla voglia di buttarmi in questo magico mondo mi sono scaricata i manuali – sbagliando versione, ma son dettagli – e ho iniziato a leggerli al posto di studiare quantistica. Ebbene sì. Ho lasciato perdere dopo tipo tre capitoli perché non ci capivo una madonna ma dovrei riprendere la versione giusta e guardarmi almeno le cose che mi interessano, che poi sapere quanti peli ha sui piedi un Halfling chissene. Poi, piccola nota per chi scrive ‘sti manuali – compreso il Dungeons and Dragons for dummies -: non date niente per scontato. Vi prego. Che se mi scrivete “velocità: 9m” a me, da brava studentessa di fisica, viene una sincope. Specificate “9m/turno” o quello che volete, ma non scrivetemi una lunghezza, perché già sclero con gli spettroscopisti che misurano le lunghezze in elettronVolt, figuriamoci qui. Ma sto divagando. Alla fine ho scelto di fare il mago, elfo. Nome: Laineth, chiaramente, che poi altro non è che la traduzione del mio nome in Sindarin. A parte il delirio per cercare di capire come fare la scheda del personaggio, odissea risolta con la Dungeon Master (DM) che l’ha fatta per me, arrivo alla prima sessione che a malapena so che c’è un dado con 20 facce. Grandi traguardi insomma.

Prima sessione. Oltre al nostro party fisso c’erano altre tre persone: un bardo, un umano guerriero e un nonmiricordocosa. Oltre ad avere delle statistiche ultrafalsate perché eravamo superpotenti, decidiamo (decidono) di fare un’avventura prestabilita, così prendiamo confidenza con le varie cose. Siamo su una pianura, in lontanza c’è una collina, e fa freddo (in teoria saremmo morti prima di arrivare alla collina ma non abbiamo tirato per la resistenza al freddo grazie al cielo). Cosa facciamo? Saliamo sulla collina, e il bardo casta delle palle di luce: ci sono dei lupi che ci vedono. Olè.
Ci disponiamo a suicidio, con il bardo in mezzo a fare da esca, io e la stregona in fondo e i guerrieri sui lati per accerchiarli. Peccato ci avessero visto e peccato anche che i nostri tiri iniziativa avessero fatto schifo. Eventi da ricordare: il bardo si trasforma in orso per cercare di spaventare i lupi fallendo (di spaventarli) e il paladino (il mio ragazzo) che tira 1 quando cerca di caricare un lupo rischiando di impalarsi con la sua spada.
Dopo circa tre ore (e non sto scherzando) riusciamo a sbarazzarci dei lupi e andiamo verso il villaggio che chissà dov’è. Intanto è sera e ci accampiamo, facendo i turni di guardia totalmente inutili perché ci sorprendono dei goblin e ce ne accorgiamo quando ci sono già addosso. Olè.
Io tra l’altro non sapevo che gli elfi non dormono e per svegliarmi ho tirato 1. Meraviglia. Morale della favola, con molta fatica – e il bardo che si trasforma nell’Inquisizione Spagnola – riusciamo a sbarazzarci dei goblin e arriviamo al villaggio. Avremmo dovuto finire l’avventura ma ci abbiamo messo sei ore per battere sette lupi e cinque goblin. Da ricordare, il paladino che rischia di cadere nel fuoco e per un tiro fortunato spiaccica al suolo un goblin (invece di caricarlo).

(stavo mettendo i codici di LaTeX per fare il grassetto. Sono senza speranza.)

Seconda sessione. Iniziamo l’avventura seria. Siamo un nano (guerriero), un mezzo demone (rogue), un elfo (mago – io), un mezz’elfo (paladino), un umano (barbaro), un mezzo angelo (chierico) e la stregona onestamente non mi ricordo che razza sia ma credo umana. Niente bardo tra i piedi – tanto non sarebbe durato molto. Siamo fondamentalmente dei bambini in un villaggio. Ci presentiamo e inventiamo qualche cazzata sulle nostre storie (io volevo tanto chiamare mio padre Celebrimbor e mia madre Galadriel ma poi sembrava un “ti piace vincere facile? Ponsci ponsci po po po”, alla fine ho aperto a caso il Silmarillion) e iniziamo andando a caccia di alcuni esserini alti quindici centimetri che stavano devastando i campi del villaggio. Ci dividiamo in due gruppi e il mio ovviamente ci mette un’ora per catturarne due e farne scappare tre. Facciamo schifo a fare le strategie e questi esserini di merda hanno evocato due lupi, noi avevamo delle spade di legno. Ovviamente ce la siamo data a gambe. L’altro gruppo li ha catturati tutti e cinque in dieci minuti.
Al ritorno lo zio del paladino ci chiede di recuperare un libro nella biblioteca del villaggio del chierico. E certo, sfruttiamo i bambini per fare i lavori sporchi. Dopo aver fatto un casino che metà bastava il chierico e il rogue vanno a cercare il libro, io e il paladino facciamo i pali mentre il nano (sì, non è il guerriero, è il nano, lol) e il barbaro devastano la libreria e la stregona attira le guardie dall’altra parte del villaggio con la scusa “una vecchietta è caduta e ha bisogno di aiuto a rialzarsi”. A quanto pare le guardie sono stupide. Una volta preso il libro torniamo dallo zio del paladino e il nano si mette a far casino facendosi pure sbattere fuori da una finestra.

Terza sessione. Il giorno seguente ci vengono consegnati dei consigli sulla nostra carriera accademica futura, ma prima di partire il comandante dell’accampamento dei barbari – una mezz’orca scema come la merda – ci chiede di andare a recuperare il pugnale che le hanno fregato e che ora è nel tempio di Pelor nella città del chierico. Una gioia. Il giorno prima gli abbiamo distrutto la biblioteca. Ci affida ad un mercenario giocato da uno che normalmente fa il DM. Va be’, all’inizio era bello avere qualcuno con settanta punti ferita più di te, che ti dà una mano a scegliere le strategie migliori e che ti dice “se si mette male mettetevi dietro di me che faccio fuori tutti io”. Arriviamo alla città del chierico, facciamo il giro delle mura mentre il chierico va a casa sua a recuperare degli amuleti di Pelor per evitare di farci sgamare subito al tempio e intanto noi ribecchiamo gli esserini maledetti. Urla di terrore in tutto il party mentre il guerriero mercenario se la ride di gusto. Dannato. Io tiro di merda l’iniziativa ma alla grande sui riflessi ed evito di essere accecata e impedita nei movimenti. Intanto gli esserini evocano quattro lupi che quasi ammazzano il barbaro. Il paladino riesce a seccare un esserino nonostante fosse legato e accecato, mentre io tiro due 20 di fila e faccio un mega critico su un altro esserino con la mia balestra (che poi ‘sti cosi hanno 1 punto ferita, quindi mega critico sprecato) e vengo a conoscenza del “se tiri tre 20 è morte istantanea” che non so se sia vero o una balla ma va be’. Nel caso degli esserini bastava colpirli ed era morte istantanea.
Entriamo nel tempio, il mercenario Gary (non so il suo vero nome, noi l’abbiamo sempre chiamato Gary come la lumaca di Spongebob) abbindola il custode con la scusa del “vorrei fare un’offerta” e noi rubiamo il pugnale mettendo al suo posto il pugnale che ci aveva dato il mercenario, peccato che appena togliamo il pugnale dall’altare si svegliano due gargoyle (caso mai saranno gargheil!, cinque punti se cogliete la citazione) e ce la diamo a gambe, ma prima il chierico evoca un tasso e lo lancia su un gargoyle mentre io sparo Raggio di Gelo sull’altro (madonna le magie potenti proprio ._.) e il mercenario quasi ammazza il custode, ma riusciamo a uscire dal tempio. Appena fuori, come dei cretini diamo il pugnale al mercenario anche se il rogue veramente l’aveva detto dall’inizio che era una brutta idea e il mercenario inizia a darci una moneta d’oro o d’argento a testa. Io, il chierico e il paladino ci avviamo verso casa mentre gli altri rimangono a prendere accordi per andare al bordello della città, solo che al mercenario parte il trigger e inizia ad attaccare a caso e tramortisce nano e barbaro. Noi torniamo indietro e corriamo nel tempio, ma prima il chierico con un tiro fortunatissimo riesce a sfila il pugnale a Gary. Una volta che siamo tutti nel tempio a parte i due sfigati quasi morti Gary inizia ad urlare e parte il delirio. “Bambiniiiiii? Mi sentiteeee?”
Noi: “Noooooo, non ti sentiaaaamoooo!”
Gary, tirando il mazzafrusto sul piede del barbaro che urla: “Lo sentite il vostro amico?”
Chierico, al custode del tempio: “Scusi, c’è un mercenario là fuori che sta facendo male ai nostri amici, può aiutarci?” e poi sclera “Insomma siamo dei bambini abbiamo paura faccia qualcosa!”
Mi inserisco io: “Appunto siamo spaventati non sappiamo cosa fare non faccia morire i nostri amici la prego per favoreeeeeee!”
Gary: “Ridatemi il pugnale e risparmierò i vostri amici!”
Io: “E certo, ci hai traditi una volta, che c’abbiamo scritto ‘scemi’ in fronte?” e gli faccio il gesto dell’ombrello (in cui mi sono anche fatta male in real life).
E poi aggiungo: “Ma scusa, vuoi il pugnale della mezz’orca? Vienitelo a prendere. Uccidici pure tutti, ma se ci uccidi non avrai mai ciò che vuoi perché voglio proprio vederti a prendere il pugnale e avere a che fare con due gargoyle e il custode!”
Gary: “Non è un problema, bimbetta”
Io: “Dai, voglio proprio vederti.” (ho un istinto suicida, lo so. Era un buon piano, se qualcun altro avesse chiamato il suo bluff a parte me) Ho tirato un 4 su raggirare. Mannaggia.
Gary: “Facciamo che mi ridate il mio pugnale e me ne vado?”
Alla fine esce il custode con Santuario e gli dà il suo pugnale, lui prende e se ne va. Lo riporta alla mezz’orca che, essendo scema come la merda, crede sia il suo e gli paga la ricompensa. Intanto noi resuscitiamo i nostri amici e giuriamo vendetta. La morale di questa avventura era che “non tutti i nemici possono essere sconfitti”, ma io non sono d’accordo. Non tutti i nemici possono essere sconfitti al momento, ma verrà un giorno in cui sarò una maga potentissima, lo cercherò e lo distruggerò ridendo. Che poi in verità io al posto di rifugiarmi nel tempio volevo fare la super-badass e urlare (ho la scena pronta nella mia testa perché è troppo una figata ma aveva una probabilità di successo pari allo 0,0000000000000000000000000000000000000000001%), balestra in pugno e carica, “Allontanati da loro!” e tirare tre 20 e farlo secco, che per altro era anche l’unico modo per ucciderlo visto che recuperava 2 punti ferita a turno e noi siamo dei bimbetti che il massimo danno che gli avremmo fatto sarebbero stati 4 punti ferita in quattro. Solo che so che se avessi fatto una cosa del genere avrei tirato il critico negativo, e visto che nonostante i raptus di rabbia repressa ho un minimo di cervello, ho preferito scappare e vivere per combattere un giorno in più. Sono stata paragonata a Tauriel che va in ira quando Kili viene colpito. Tauriel, tu non esisti. L’altra alternativa che mi era venuta in mente era giocare la carta Draco Malfoy, ovvero “mio padre lo verrà a sapere” ma c’erano troppe falle nel piano.

Il resoconto della terza sessione è lunghissimo perché l’abbiamo giocata ieri e mi sale ancora l’incazzatura se ci ripenso. Oggi ho chiesto ad un mio compagno di università che gioca a D&D un consiglio su come far fuori Gary e l’unica è livellare di bestia, ma ho come l’impressione che qualunque cosa tenteremo avrà sempre l’asso nella manica. Ma io vivo per le sfide impossibili, altrimenti che gusto c’è?

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