Fraffacritics: ultimi film visti

On air: Owl city (Discography)

Ho appena finito di fare il planning di studio degli ultimi due esami e, manco a dirlo, comincio domani a studiare. Nel mentre, mi godo un po’ di meritato cazzeggio dopo aver dato un esame da 8 crediti serviti su un piatto d’argento che, oltre tutto, credo sia l’esame meno sofferto della mia vita. Potessi averne altri di esami così, dove tre giorni di studio sono sufficienti a farti prendere 29. Ma sto divagando. L’idea di fare delle mini recensioni m’è venuta dopo aver visto uno dei film presenti in questa lista e, cercando pareri di altre persone in giro mi è salita un’incazzatura assurda per il semplice fatto che a quanto pare nessuno ha notato le mille cagate storiche/mitologiche/filosofiche/fisiche/chimiche. E visto che le cose o si fanno bene o non si fanno proprio, eccomi qui. Ho selezionato sei film in totale, gli ultimi tre visti al cinema e gli ultimi tre visti per conto mio a casa.
Come nel caso degli album (che devo ancora finire di ascoltare ma shht), non sono vere e proprie recensioni, sono pareri personali a volte sconclusionati. Non ho studiato cinema – anche se mi sarebbe piaciuto – e l’unico talento che ho è quello di riconoscere gli attori dopo tre secondi snocciolando a memoria la filmografia parziale. Talenti inutili, insomma.

Enjoy!

Ps. I film sono in ordine cronologico (di come li ho visti) dal più recente al più antico. Ci saranno spoiler, non ci sarà un accenno di trama e farò conto che voi li abbiate visti e sappiate di cosa sto parlando. In pratica, come sempre, sarà un flusso di coscienza travestito da recensione.

CINEMA

1) Wonder Woman
Partiamo col botto. Prima della sua uscita avevo sentito mille pareri entusiasti di gente che – non so se avendolo visto in anteprima o meno, spero la seconda – lo esaltava come IL FILM, il film dell’anno, l’icona femminista che mannaggiaaipescetti finalmente un film fatto come si deve con una protagonista che non fosse stupida come un carciofo, con tutto il rispetto per i carciofi.
E invece no. O meglio, non del tutto. Lei non è stupida come un carciofo, tanto per cominciare, e già va abbastanza bene. È solo un po’ ingenua ma vista la sua storia ci sta tutto. Il film ha una vagonata di difetti che io, con il mio passato da classicista e presente da studentessa (tra poco laureata. OMG.) di fisica, non posso (né voglio) ignorare. Partiamo dall’inizio: la tiritera delle origini. Capisco che ormai qui tutti stanno prendendo le mitologie varie e le stanno buttando bellamente nel cesso, ma per lo meno in Thor, per dirne uno, non era così sputtanata. No, qui ci sono giusto Zeus e Ares, gli altri ottomila dèi dell’Olimpo greco se ne sono andati a fare un giro. Ares che alla fine regala una perla indimenticabile, “io non sono il dio della Guerra, io sono il dio della Verità!”. Certo, come no. Lei, WonderWoman, si chiama Diana e vive nell’Isola delle Amazzoni. A parte che tesori miei, Diana è il nome romano e tutte le altre divinità hanno i nomi greci, spiegatemi perché, ma tipo dovrebbe avere un fratello di nome Apollo… non pervenuto. Non so se la cosa fosse sputtanata così tanto già nel fumetto, nel caso mi scuso con gli scrittori/sceneggiatori e mi metto a cazziare gli scrittori del fumetto. Ad un certo punto su quest’isola capita un soldato della Prima Guerra Mondiale, e qui apriamo due belle parentesi. Numero uno: si capisce che è la WWI solo quando nessuno nomina Hitler e parlano invece del Kaiser, perché i tedeschi hanno le uniformi praticamente naziste, che ho capito che sono bellissime e stilosissime (Hugo Boss, gente.), ma arrivano vent’anni dopo. Numero due: ‘sto povero cristo all’inizio fa la parte del pirla che cerca di fare il simpatico fallendo miseramente. Le battute nella grotta dove fa il bagno e sulla barca sono patetiche. Patetiche. Probabilmente un bambino di sei anni avrebbe fatto uno script migliore. Quando arrivano nel mondo attuale e si trovano al fronte succede di nuovo il delirio: lei che si butta oltre la trincea per arrivare nella parte sotto il controllo tedesco, e ‘sti poveri scemi a quanto pare hanno una sola mitragliatrice, perché i proiettili le arrivano da una parte sola. E i tedeschi erano senza gli elmetti per cui erano presi per il culo da tutta Europa. Poi va tutto quasi bene finché non arriviamo praticamente alla battaglia finale, dopo il ballo in cui se si fosse presentata davvero così sarebbe stata etichettata come poco di buono in tre secondi netti – per carità, vestito fighissimo, ma anacronistico a bestia – nascondendo uno spadone tra le scapole che Zeus solo sa come ha fatto a rimanerci. Battaglia finale tirata un po’ per le lunghe e abbastanza a caso, ma la cosa per cui sono rimasta abbastanza perplessa è stato il fatto che di innovativo e progressista ‘sto film non ha nulla. Alla fine della fiera è la stessa tiritera di sempre: lei salva lui, lei parte con lui, lei e lui quagliano (era davvero necessaria quella scena? Secondo me no, non toglie né aggiunge nulla al film), lei e lui combattono assieme, lui si sacrifica per lei (un po’ alla Capitan America del primo film, oltretutto). Ah, mi stavo quasi dimenticando la trovata del generale tedesco: “questo gas letale è a base di idrogeno! Le maschere non servono!”. Mi sfugge il perché. Sarà per il peso atomico basso dell’idrogeno? Ma è comunque legato a qualcos’altro altrimenti se anche ti passa nella maschera dell’idrogeno molecolare puro e tranquillo non ti fa nulla. Quindi boh, non capisco.
Morale: uno dei film più brutti che abbia mai visto, e io ho visto AlbaKiara.

2) Pirates of the Caribbean – Dead Men Tell No Tales (OV)
Visto in originale per evitarmi i congiuntivi sbagliati della traduzione italiana e i doppiatori che ormai fanno pietà.
Lo aspettavo da un bel po’, specie dopo quella ciofecata che è stato il quarto. Fare un film migliore del quarto non era difficile, tant’è che ci sono riusciti. Ovviamente, come dei bravi volponi, hanno pubblicizzato la presenza di Will ed Elizabeth che poi in verità se hanno fatto due minuti di pellicola è tanto. Ma quando è partito il loro tema mi sono messa a piangere come una bambina nonostante si sentisse che non c’è stato Zimmer a dirigere la colonna sonora – i temi principali sono sempre i suoi, ma riarrangiati in un modo che mi ha fatto storcere un po’ il naso.
In generale non è brutto come film, anche se ha perso molta della comicità che caratterizzava i primi tre ed è vero che Jack Sparrow ha un po’ rotto le balle, gli succedono sempre le stesse cose che fanno ridere una volta, due volte, poi basta. I nuovi personaggi non sono male, ribadisco, sicuramente meglio di quelli del quarto, ma almeno c’è spazio per miglioramenti ed evoluzioni. Ha un po’ di buchi di trama e cose che lasciano un po’ perplesse, specialmente sul finale. La parte centrale è assurdamente lunga e il climax è a pochi minuti dalla fine, rendendo la conclusione un po’ sbrigativa. Avrebbero potuto tranquillamente tagliare un po’ nel centro e fare un lavoro un pochino più dettagliato alla fine. Anche perché tutti vogliono ‘sto maledetto tridente, no? E perché funzioni bisogna spaccarlo. E toglie tutte le maledizioni. Quindi che lo trovi Tizio, Caio o Sempronio non fa differenza.
Come in tutti i film c’è la scena alla fine dei titoli di coda che lascia presagire un sequel tra qualche anno ma spero che si impegnino a risolvere le cose su cui hanno glissato o che minacciano di essere gli anelli deboli. Staremo a vedere. Intanto io mi aspettavo che Will comparisse all’improvviso a salvare il culo di suo figlio, e invece no, fa il bravo traghettatore… ma diventa comunque un uomo-pesce come Davy Jones. E ‘sta cosa è forse quella che ha meno senso di tutte.
Morale: bene ma non benissimo.

3) Logan (OV)
Ora io in verità di Logan mi ricordo poco e niente. Siamo andati a vederlo che era tardi e io ero super stanca e ancora adesso mi chiedo come abbia fatto a tenere gli occhi aperti fino alla fine, quindi questa “recensione” sarà brevissima proprio per questo. Non so se è per la mia stanchezza o perché sono scema e alle cose non ci arrivo o perché è davvero così ma della parte degli X-Men nel MCU ci sto capendo gran poco. Sono una dei pochi – l’unica? – ad aver apprezzato X-Men III – Conflitto finale, per dire, e tra quello, Logan e X-Men – Giorni di un futuro passato la timeline è un po’ sputtanata. Ma facciamo finta che sia un problema mio come probabilmente è. Pensavo, all’inizio, che sarebbe stato molto più collegato a tutti gli altri film sugli X-Men, e invece sono solo tutti morti. Il problema principale è che continuano a girare film, fare timeline alternative, togliere/mettere film nel canone e io non ci capisco più un tubo.
In sé il film mi è piaciuto, anche se in verità dovrei rivedermelo. È chiaramente più adulto degli altri, ma l’ho trovato anche più sofferto, in un certo senso. Vedere Logan che le prende e pure per bene è scioccante. Senza parlare del fatto che tutto il film in verità è di una tristezza incredibile, per essere un film sui supereroi per giunta tratta dall’universo Marvel che non uccidono un personaggio (vedi Agents of S.H.I.E.L.D.) manco a piangere in turco è senza dubbio sconvolgente. Non mi sembra ci siano stati dettagli incongruenti o buchi di trama o cose sconclusionate, ma, ripeto, dovrei rivederlo.
Morale: triste e bello, esattamente come piacciono a me i film.

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Tutti visti in lingua originale e sottotitoli in inglese.

1) Another me
Lo ammetto, l’ho guardato solo perché c’erano Sophie Turner e Jonathan Rhys-Meyers. Avrei potuto tranquillamente farne a meno perché non ha senso. Tutto il film non ha senso. Lo etichettano come mystery/thriller e quindi mi sono detta “dai, puoi provare a vederlo da sola!” e invece dopo mezz’ora – il film dura un’ora e mezza scarsa – ho chiuso tutto e ho aspettato di rompere le balle a Fra e guardarlo insieme. Quando salta fuori che c’è di mezzo un fantasma Fra s’è illuminato pensando che fosse un bell’horror e io stavo già morendo dentro, ma in verità non c’è niente di horror, niente di thriller e, soprattutto, niente di sensato. Soprattutto perché in un modo o nell’altro mi devi spiegare perché una neonata praticamente nata morta dopo quindici anni salta fuori volendo uccidere la sua gemella per prendere il suo posto. Non dico spiegazioni scientifiche accurate, ma che ne so, inventati qualche minchiata. Invece no, passiamo un’ora e mezza tra Sophie Turner che fa foto e mette in scena il Macbeth e cammina in sottopassaggi bui e nebbiosi, finché in un modo non meglio precisato la sua gemella malvagia riesce a sostituirsi a lei e suo padre muore. Cioè, hanno preso cose a caso, le hanno buttate insieme e ne hanno fatto un film. O meglio, un libro, perché è tratto da un romanzo che mi domando se sia così a caso pure quello o no. Siamo arrivati ai titoli di coda io e Fra allibiti esclamando “Ah, ma è spagnolo!”. Ebbene sì. Tra i film spagnoli e quelli francesi non so quali siano quelli con meno senso. Almeno quelli italiani sono le solite poracciate tragicomiche, ma un senso – di schifo – ce l’hanno. L’ho visto l’altra sera e ancora mi domando perché ho voluto buttare un’ora e mezza della mia vita dietro a un film senza capo né coda.
Morale: boh, non so nemmeno cosa dire.

2) Florence Foster Jenkins
Volevo andarlo a vedere al cinema e meno male che non l’ho fatto. Non tanto perché sia un film brutto, per carità, però alla fin della fiera non mi ha lasciato molto – anzi, praticamente niente. È tratto da una storia vera e mi dispiace per la vera Florence, ma il film mi fa sorgere un sacco di domande. Tipo, perché il suo magnifico insegnante di canto non le ha mai detto che magari era il caso di lavorare un po’ meglio invece di lodarla a prescindere? Non dico cose come “brutta capra stonata”, ma senza critiche costruttive non si va da nessuna parte, e infatti. Alla fine lei mi ha fatto tanta pena e tenerezza, al contrario di Hugh Grant (per me rimarrà Daniel Cleaver per sempre) che capisco agisse a fin di bene ma a volte avrei solo voluto prenderlo a schiaffi. Altra personalità da notare, il pianista McMoon, nientemeno che Howard Wolowitz di Big Bang Theory. Non è stato facile scinderlo dal suo personaggio, ma credo abbia fatto un buon lavoro anche se a volte volevo soltanto che spuntasse un astrofisico indiano con cui potesse battibeccare.
Morale: senza infamia e senza lode.

3) Nerve
Da noi è uscito a giugno nelle sale ma nel resto del mondo è uscito l’anno scorso e così ne ho approfittato per guardarmelo con calma a casa. Ho iniziato a guardarlo senza particolari aspettative e devo dire che mi è piaciuto. È un film leggero per quanto la morale alla fine sia molto molto bella, ovviamente non è un pippone di tre ore che non passa più. Scorre bene fino alla fine, ma l’unica cosa che davvero non capisco è perché i genitori devono sempre essere delle palle al piede assurde. Non esistono i genitori con un minimo di fiducia nei loro figli, no. Esistono solo quelli che se ne strafregano alla grande – e allora perché figli? – e quelli iperansiosi. Non ho molto altro da aggiungere.
Morale: bello. Non un capolavoro del cinema ma ottimo film di intrattenimento senza pretese.

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